Carlo Lomanto esegue "A vucchella". In concerto il 21 ottobre 140 anni di canzone d'amore napoletana

Video Ai tavoli del Gran Caffè Gambrinus, nel 1892, Gabriele D’Annunzio scrisse per scommessa il testo di una canzone: il suo amico poeta Ferdinando Russo lo aveva sfidato, sostenendo che non sarebbe stato capace di scrivere in napoletano. Ma D’Annunzio ci riuscì e chiese al compositore Francesco Paolo Tosti, abruzzese come lui, di musicarla. Oggi ‘”A vucchella”, sebbene scritta da due abruzzesi, è un classico della canzone napoletana. In questo video, esclusiva per Repubblica Napoli, viene eseguita dal cantante-chitarrista Carlo Lomanto, docente di canto jazz al Conservatorio di San Pietro a Majella, che la riproporrà martedì 21 ottobre nella Sala Scarlatti del Conservatorio, nel corso del suo concerto “Napulammore” (inizio alle 18, ingresso libero). Un viaggio lungo 140 anni nella storia della canzone d’amore a Napoli, da Salvatore di Giacomo (“Era de maggio” del 1885) a Geolier (“Episodio d’amore” del 2024) passando per Libero Bovio, Ferdinando Russo, Renato Carosone, Ugo Calise, Pino Daniele, Claudio Mattone, Enzo Gragnaniello. In scaletta anche un brano dello stesso Lomanto, “Nun parlà”. Con Lomanto suoneranno Corrado Cirillo (contrabbasso), Giuseppe Di Capua (pianoforte), Vincenzo Gionta (batteria), Fabrizio Di Vaio (tromba), Rocco Traettino (sax tenore) e Stessy (special guest). Dopo un breve tour, “Napulammore” diventerà un disco.

di Antonio Tricomi

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