Video Sfilata di stelle al tradizionale cocktail pre-Oscar di Giorgio Armani su Rodeo Drive: Jon Hamm, Samuel L. Jackson, Macaulay Culkin, ma anche il divo nuovo di zecca Paul Anthony Kelly, scoperto da Ryan Murphy per il ruolo di John Kennedy Jr nella serie "Love Story", in onda su Disney+. L'esclusivo appuntamento a Beverly Hills celebra i candidati agli Oscar e gli "amici" (come li descrive Vanity Fair) della maison italiana. Quest'anno l'evento ha assunto anche il sapore di un omaggio a Re Giorgio, scomparso lo scorso settembre. Fuori dalle vetrine alte due piani della boutique, il traffico era congestionato. Tra calici di champagne, vassoi di finger food e manichini, oltre a Hamm - di ritorno sul piccolo schermo il 3 aprile - e all'attore di Quentin Tarantino Samuel L. Jackson, tra gli invitati c'erano anche Kerry Condon, che ha interpretato la direttrice tecnica nel film "F1", candidato come miglior film, e Minnie Driver ("Will Hunting - Genio ribelle").
Da Falchera, Barriera di Milano, Lucento, Barca e Aurora gli studenti all'Heritage Hub di Mirafiori. Osakue, Imparato e altri professionisti rispondono alle domande degli studenti
LEONARDO DI PACO E SARA TIRRITO
Video Un’icona senza tempo. Una parata di celebrità, molte amiche e collaboratrici di lunga data di Giorgio Armani, ha partecipato alla presentazione della sua collezione finale alla Milano Fashion Week di domenica 28 settembre. Armani, conosciuto nel mondo della moda come “Re Giorgio”, è morto all’inizio del mese a 91 anni. La sfilata, pensata per celebrare i 50 anni della maison, si è trasformata in un omaggio al grande stilista. Tra i presenti Richard Gere, Cate Blanchett, Lauren Hutton e Spike Lee, nel chiostro della Pinacoteca di Brera illuminato da lanterne. Le modelle hanno sfilato sotto i portici con abiti leggeri e fluidi, accompagnate dal pianoforte dal vivo di Ludovico Einaudi. Con questo evento, Armani ha chiuso simbolicamente la settimana della moda di Milano, prima che il testimone passi a Parigi.
Nell’eredità di Armani la famiglia di sangue è un passo indietro a Leo Dell’Orco
Nel 2008 acquistò la storica squadra di basket: il suo arrivo alle partite è sempre stato un evento
LAURA ASNAGHI
La creatività dello stilista anche nelle sue tante abitazioni in giro per il mondo: le residenze di Re Giorgio lo raccontano almeno quanto la sua moda
ROSELINA SALEMI
Video Un percorso unico. Da commesso alla Rinascente a fondatore di un impero della moda, Giorgio Armani ha lasciato il segno con il celebre blu Armani e la giacca destrutturata, diventati simboli di un’eleganza senza tempo. Vestì Richard Gere in “American Gigolò”, contribuendo a consacrarlo come icona globale, e ha reinventato i capospalla in chiave moderna. In oltre cinquant’anni di lavoro, la sua creatività è stata celebrata in tutto il mondo fino al riconoscimento di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica
Video Addio a Re Giorgio. È morto a 91 anni Giorgio Armani, fondatore e anima della maison che ha reso l’eleganza italiana un simbolo mondiale. Nel videotributo scorrono i momenti chiave della sua carriera: le sfilate di Milano, Parigi e Venezia, i red carpet con Cate Blanchett, Julia Roberts e Sophia Loren, e gli incontri con star come Cher, De Niro, Scorsese e Beyoncé. Dai completi olimpici per gli azzurri all’apertura della Armani Tower a Tokyo, fino alle collezioni dedicate al riciclo, un racconto per immagini celebra la sua eredità. La camera ardente sarà sabato e domenica a Milano, poi il funerale privato. La diretta Meloni: “Simbolo dell’Italia migliore”. Versace: “Il mondo ha perso un gigante”
Lo statuto del gruppo prevede la creazione, al momento della successione, di sei categorie di azioni, caratterizzate da diversi pesi e poteri
Il gruppo resta uno degli ultimi baluardi indipendenti del lusso italiano. Rimangono aperti i dossier sulle alleanze. Il patto per la successione
Si chiamava Dennis “Tink” Bell, proveniva dalla Gran Bretagna e aveva 25 anni
Napolitano e Berlusconi, due approcci diversi alla vita e alla politica
federico geremicca
Pasquale Cascella: «Preciso fino alla virgola, pretendeva onestà. La sua più grande amarezza fu la morte del consigliere Loris D’Ambrosio»
ugo magri
È stato l'uomo delle riforme a tutti i costi, napoletano di gran classe, elegante e «pignolo», come egli stesso si è definito. Giorgio Napolitano è stato il primo nella storia della Repubblica ad essere presidente due volte: rieletto al Quirinale nel 2013 dopo la prima volta del 2006. Attento ad ogn
Davanti alla crisi del sistema dei partiti e al rischio di una crisi finanziaria potenzialmente letale per la costruzione europea, fu lui a “creare” il governo Monti. E questo gli valse, da parte del New York Times, il soprannome di “Re Giorgio”.
Aveva 98 anni. Dalla Napoli dei giovani intellettuali del dopoguerra alla frattura nel Pci per l’invasione sovietica di Budapest nel 1956, che non condannò, fino alla lotta con Berlinguer. Gli anni della moral suasion su Berlusconi. La battaglia finale contro i populisti
Fabio Martini