di Pietro Criscuoli wROMA “Ferilli Sabrina”, dice con aria seccata il presidente della Camera Laura Boldrini. È lei che presiede la solenne seduta, è a lei che tocca pronunciare i nomi che legge sulle schede. Qualcuno ha scritto cognome e nome della bella attrice romana, è candidabile, ha
di Pietro Criscuoli wROMA «Napolitano deve costituirsi, non dimettersi, è responsabile di aver firmato qualsiasi cosa». È durissimo l’attacco di Beppe Grillo al capo dello Stato nel giorno in cui questi conferma che lascerà il Quirinale tra poco. Un attacco con alta risonanza perché sferra
di Pietro Criscuoli wROMA Berlusconi torna a battere sul tasto Quirinale. Che non sia l’ennesimo presidente di sinistra, manda a dire a Renzi, ma «una figura di garanzia per tutti gli italiani». Se si vuole condividere il percorso delle riforme, avverte, anche questa scelta va condivisa. A
di Pietro Criscuoli wROMA Il sindaco di Roma Ignazio Marino paga le multe, ma rimane sotto assedio. «Chiedo scusa ai romani, però non mi dimetto», dice davanti a un consiglio comunale tesissimo, con le tribune occupate da manifestanti col naso da clown e cartelloni ironici. «Ho versato 1.0
di Pietro Criscuoli wROMA Anna Finocchiaro, Pietro Grasso, Walter Veltroni, Romano Prodi, Giuliano Amato…e alcuni outsider che avanzano a fari spenti. La grande corsa per il Quirinale è iniziata da più di un anno, da quando Giorgio Napolitano, tirato per forza di cose a fare il bis, disse
IVREA La legalità come una delle caratteristiche più importanti della felicità è il tema che il magistrato Gian Carlo Caselli, da pochi mesi in pensione, ha presentato mercoledì 2 aprile al teatro Giacosa a 360 ragazzi dei licei Botta e Gramsci. L’evento è organizzato dall’associazione Il
di Pietro Criscuoli wROMA E' ancora scontro aperto su come e quando si voterà sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Ieri la giunta delle elezioni di Palazzo Madama, che doveva decidere su voto segreto o palese (quest'ultimo sembra destinato a prevalere) per la sentenza finale i
di Pietro Criscuoli wROMA Varato il decreto del fare, con una pioggia di stimoli all’economia e alle famiglie, il governo punta l’obiettivo grosso: non aumentare l’Iva e abolire l’Imu sulla prima casa. Ci vogliono in tutto 8 miliardi. Quattro per l’Imu a e altrettanti per sterilizzare l’au