Video E' di 23 persone arrestate - 19 in carcere e 4 ai domiciliari - il bilancio dell'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Caserta contro il clan dei Casalesi, in particolare contro la fazione guidata dal capoclan Michele Zagaria, detenuto da 15 anni. In carcere sono finiti i fratelli del boss, Carmine e Antonio, il nipote Filippo Capaldo, figlio della sorella Beatrice, catturato a Tenerife (Spagna) dalla Policia Nacional, dove si era trasferito dopo essere stato scarcerato nel 2019. Anche Carmine e Antonio erano stati in carcere e poi rimessi in liberta' gia' qualche anno fa: da allora avevano continuato a gestire la cosca fondata dal fratello Michele secondo classiche dinamiche, facendo estorsioni a commercianti e imprenditori, controllando alcuni settori economici come quello della compravendita delle proprieta' terriere. Il clan, grazie a rapporti con la 'ndrangheta, si occupava anche del traffico di droga. (NPK)
Interdittiva antimafia per bloccare una ditta: si era aggiudicata un appalto per lavori del Pnrr
Trasferito nel carcere dell’Aquila. Le sue condizioni di salute non sarebbero buone
Accordo “politico”, in attesa di formalizzazione al prossimo Consiglio dei ministri, sul nome del generale Andrea De Gennaro come comandante della Guardia di Finanza
Francesco Grignetti
Parità di genere rispettata nei Cda a sei membri, tranne in Leonardo con prevalenza maschile
PASQUALE QUARANTA
Nei penitenziari italiani cresce il numero dei detenuti sottoposti all’articolo 4 bis che vieta permessi e semilibertà. È successo a Cutolo, Riina, e Provenzano, ma anche a tanti detenuti sconosciuti
francesco grignetti
IVREA Appuntamento con l'Altromercato sabato 13, allo Zac, dalle 9 alle 13, dove, insieme ai produttori locali del cibo, sarà ospite la cooperativa Esperanto. «Esperanto - spiega Patrizia Dal Santo, di Gas (gruppo d'acquisto solidale) Ecoredia - nasce nel 2018 e gestisce un bene confiscato appartenu
di ANDREA SARUBBI Mille giorni fa era giovedì 8 dicembre 2011, e l’Aula di Montecitorio era chiusa: un po’ per il ponte dell’Immacolata, molto perché era appena arrivato in Commissione il decreto 201 del 2011, che avrebbe dovuto cambiare il Paese. Si intitolava “Disposizioni urgenti per la
IVREA Bring black our girls (ridateci le nostre ragazze)è il motto della campagna di sensibilizzazione che sta facendo il giro del mondo a favore delle trecento e più liceali rapite in Nigeria il 14 aprile scorso dall'organizzazione terroristica Boko Haram. Anche ad Ivrea iniziano a muover