Fanelli vince il "Salsicciotto d'oro": "Lo dedico agli sforzi dei miei genitori per farmi studiare"

Video “Ero molto emozionata la prima serata, poi voi con la vostra ironia e complicità mi avete fatto sciogliere. Da quella sera ero più tranquilla perché sapevo che avrei trovato voi sul red carpet con me”. Con queste parole l’attrice e conduttrice delle cerimonie della Mostra di Venezia, Emanuela Fanelli,  si aggiudica il “salsicciotto d’oro”, un premio ironico conferito dai fotografi ad altri fotografi. Giunto alla terza edizione, quest’anno all’attrice è stato assegnato un premio “speciale”, votato all’unanimità  da una selezionata giuria di professionisti , che la nominano fotografa onoraria. Le è stata inoltre regalata una foto che la ritrae, equipaggiata di macchina fotografica, spalla a spalla con i fotografi sul red carpet. "Questo premio è un sogno che non sapevo di sognare - ha ironizzato l'attrice - lo dedico agli sforzi dei miei genitori per farmi studiare" Servizio di Rocco Giurato  - Riprese Marco Villa e Johnny della Libera

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Un'altra impresa di Filippo Ganna porta all'Italia la prima medaglia d'oro ai Mondiali di ciclismo in corso a Glasgow: il fuoriclasse di Verbania ha vinto in rimonta la gara dell'inseguimento individuale al Sir Chris Hoy Velodrome di Glasgow, superando in una gara mozzafiato l'idolo di casa Daniel B

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L'Italia ha conquistato un posto nella finale dell'inseguimento a squadre maschile ai Mondiali di ciclismo che si stanno svolgendo in Scozia. Al Sir Chris Hoy Velodrome di Glasgow, il team azzurro formato da Filippo Ganna, Francesco Lamon, Jonathan Milan e Manlio Moro (schierato al posto di Simone C

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Antonio SimeoliINVIATO A SAN SALVOGanna sabato aveva perso da Evenepoel ma facendo un garone, l' "altro" Ganna, Jonathan Milan, con Pippo oro che luccica del quartetto e suo rivale acerrimo nell'inseguimento mondiale, ha messo subito le cose a posto regalando una gioia immensa al ciclismo italiano,

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Daniela CottoNon si fermano mai i ragazzi terribili del ciclismo azzurro. Dopo aver sfatato il tabù olimpico a Tokyo, con l'oro che mancava da Roma 1960, Filippo Ganna, Jonathan Milan, Liam Bertazzo e Simone Consonni abbattono un altro muro e si prendono il trionfo mondiale nell'inseguimento a squad