A caccia dell'inedito legame con i batteri dell'intestino
Paola MarianoL'Alzheimer potrebbe essere fermato agli esordi agendo non sul cervello, ma sull'intestino, con terapie potenzialmente anche semplici come probiotici (batteri intestinali «buoni») o, ancora meglio, con sostanze prodotte naturalmente da questi microrganismi.È la prospettiva che si intrav