Atp Finals, la storia del tennis a Torino: "Da Pietrangeli a Sinner, quanti campioni sui nostri campi"
Video Il circolo della Stampa Sporting di Torino è la "casa" dei migliori otto tennisti al mondo quando il capoluogo piemontese ospita le Atp Finals. "Un luogo di tranquillità, in cui allenarsi ma al tempo stesso stare con le proprie famiglie, lontano dal caos e dall'intensità del PalaInalpi". Così lo definisce il suo presidente Pietro Garibaldi, mentre ci introduce nelle sale del circolo. 60.000mq, 23 campi di cemento e terra rossa, una piscina 40x50, aree fitness e il training center, specificatamente dedicato agli allenamenti dei tennisti nei giorni delle finals. "Siamo alla quarta edizione ma - racconta ancora Garibaldi - ogni volta è come se fosse la prima. Siamo come dei ragazzini che vedono arrivare i campioni". E di campioni, il circolo della Stampa, ne ha visti sfilare tanti. Non solo gli odierni Sinner, Djokovic, Medvedev, Tsitsipas o Nadal, ma anche nel passato. Il suo campo centrale, riconosciuto come patrimonio storico dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Piemonte, ha ospitato importanti tornei come la Coppa Davis o gli Internazionali d'Italia. Incontriamo Federico Gaio, tennista fra i primi 500 al mondo che quest'anno farà da collettore fra la Federazione Italiana Tennis e il circolo stesso: "Un ruolo un pochino diverso dal solito ma - racconta - molto stimolante. Dovrò assicurarmi che l'organizzazione sia più precisa possibile". Gaio, che ci parla proprio dentro al training center mentre è in corso l'allestimento dei campi da gioco, è stato negli anni passati anche sparring partner dei finalisti Atp: "Ho avuto delle grandi occasioni perché - spiega - ho potuto allenarmi e fare il warm up di atleti come Jannik Sinner, Auger-Aliassime, Casper Ruud". Mentre passeggiamo per il circolo scorgiamo persone di tutte le età con la racchetta in mano, maestri, addetti ai lavori e tante fotografie che hanno segnato la storia di questo posto. "La comunità del circolo è di circa 1.700 persone fra soci e allievi della scuola tennis ed è - conclude Garibaldi - legata dall'amore per il tennis in un paese, il nostro, nel quale la domanda di tennis fortunatamente sta crescendo"