L’ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, temeva un’offensiva da parte dei suoi azionisti storici. La battaglia si giocherà sul tavolo degli avvocati e in Borsa. Insufficienti i risparmi attesi
Una guerra, anche finanziaria, non può durare per sempre. E l’offerta lanciata dal Monte dei Paschi su Mediobanca rappresenta la battaglia finale di uno scontro – fatto di azioni, denaro e potere - cominciato anni fa e destinato a ridisegnare gli assetti della finanza italiana per i prossimi anni...
La ricerca Mediobanca: solo il 14% di chi arriva nel nostro Paese trova un lavoro ad alta qualificazione contro il 51% della Svezia e il 34% della Germania
Francesco Spini
L’operazione su Siena con la regia del governo ridisegna gli equilibri della finanza italiana. E a far rumore, oltre ai protagonisti, sono anche gli esclusi. Con un occhio verso Generali
Forti vendite in avvio di seduta in Piazza Affari su Mediobanca dopo i conti del trimestre: il titolo ha aperto in ribasso del 7% a 14,4 euro. Nel primo trimestre dell'esercizio 2024/2025 il gruppo ha visto l'utile scendere a 330 milioni comunque sopra il consenso degli analisti (da 351,3 dello stesso periodo dello scorso anno) e i ricavi rimanere stabili a 864,6 milioni, in questo caso sotto le stime. "Dopo aver chiuso lo scorso esercizio con i risultati migliori di sempre, Mediobanca ha confermato anche in questo trimestre la crescita di tutte le sue divisioni, consolidando le principali iniziative del piano 23-26” dichiara l'ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel. “L'obiettivo prioritario per questo esercizio – prosesgue - è un forte potenziamento delle piattaforme distributive fisiche e digitali tale da consentire una crescita robusta e sostenibile dei ricavi di tutti i business oltre l'arco di piano, pur in un contesto macro differente”, ha aggiunto, precisando che Mediobanca “è pronta a cogliere le opportunità dello scenario dei prossimi mesi, grazie al posizionamento favorevole nel contesto di tassi in calo, affrontando la volatilità del contesto con la sua gestione prudente dei rischi. Siamo sempre interessati ad accelerare il nostro percorso di crescita del capital light business. Lo abbiamo fatto con Arma: possono esserci anche operazioni come quella conclusa nel trimestre con Adia. Continuiamo a guardare asset che possono accelerare la nostra crescita, anche se abbiamo un mercato da cogliere e opportunità da cogliere talmente evidenti che la parte principale per noi è la crescita organica”. [[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) A_205347706A_205347706]] Per l'intero esercizio 2024-2025 il gruppo Mediobanca conferma la propria la visione strategica e la traiettoria definita nel piano “One Brand-One Culture" basata su crescita elevata, superiore alla media, per il posizionamento specializzato e distintivo delle divisioni; una elevata generazione di capitale; una politica di distribuzione ai migliori livelli settoriali con basso rischio di esecuzione. Il potenziamento della distribuzione e la vivace attività commerciale di wealth management alimenteranno le masse della clientela con una raccolta annua di 9/10 miliardi, mentre la crescita selettiva degli attivi e l'attività di efficientamento consentiranno di ridurre ulteriormente gli Rwa (attività ponderate per il rischio); i ricavi dei business bancari sono previsti in moderata crescita spinti dalla dinamica sostenuta (low double digit) delle commissioni, trainate dal wealth management e dai servizi a minor assorbimento di capitale del corporate investment banking ; il margine di interesse si manterrà resiliente, in particolare nella seconda metà dell'esercizio, con la crescita del credito al consumo che compenserà la riduzione dei rendimenti degli altri attivi. [[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Eni supera Enel nella classifica di Mediobanca sui colossi italiani, Intesa prima fra le banche]] La remunerazione degli azionisti prevede una crescita attesa del dividendo per azione, con cash pay out confermato al 70% (acconto di dividendo a maggio 2025 e saldo a novembre 2025) e attivazione del nuovo piano di buyback (385 milioni). La generazione del capitale è prevista elevata e tale da portare il Cet1 a fine anno al 15,5%-16%.
In assemblea si presenta meno della metà del capitale. L’imprenditore romano è sceso al 7,76% Ora il focus si sposta sulle Generali, entro Natale decideranno se presentare la lista del consiglio
I due principali soci non depositeranno le azioni. Un anno fa lo scontro per il rinnovo dei vertici
Giornata nera in tutta Europa, Milano la peggiore
sandra riccio
La nuova subsidiary operativa da questo mese con 12 professionisti. Si consolida la specializzazione europea di Piazzetta Cuccia nel mid-corporate
Francesco Spini
Presente il 76,82% degli azionisti, mai cosi tanti negli ultimi 10 anni. Delfin e Caltagirone presenti con il 19,74% e il 9,98% del capitale.
Manuel Follis
Dopo Iss anche gli altri principali consulenti Glass Lewis e Pirc appoggiano i candidati del board
Francesco Spini
La compagnia pubblica conferma l’anticipazione della Stampa
Manuel Follis
Il gruppo guidato da Del Fante rileva una quota tra l’1 e il 3% e può essere decisiva. Delfin verso una lista a cinque, i nomi entro martedì
Francesco Spini
Movimenti dietro le quinte in attesa dell’assemblea di Piazzetta Cuccia. Ipotesi lista a tre per la holding di Del Vecchio
manuel follis francesco spini
In vista dello scontro con Delfin in assemblea l’accordo di consultazione sceglie di appoggiare i manager: “Avanti con il piano”
Francesco Spini
Il comitato nomine presenta i candidati senza esponenti della finanziaria dei Del Vecchio. Milleri vuole il presidente dei sindaci
Francesco Spini
Piazzetta Cuccia ha preso atto dell'impossibilità di trovare un accordo con la holding degli eredi di Leonardo Del Vecchio sul rinnovo del board. Fuori anche Caltagirone
Giuliano Balestreri
Il comitato nomine ha preso atto dell’impossibilità di trovare un accordo con la holding degli eredi di Leonardo Del Vecchio sul rinnovo del board
giuliano balestreri
La holding dei Del Vecchio in una lettera boccia la proposta di Piazzetta Cuccia. Scontro su Pagliaro alla presidenza
Francesco Spini
Le richieste della holding di Milleri: un presidente condiviso da tutti i soci. Ma non c’è accordo
manuel follis