Promuovere il vino scelta lungimirante In 10 anni posti letto aumentati del 118%
PIVERONE L'enogastronomia punto di forza del Canavese per il suo futuro turistico. È stato questo il tema della serata svoltasi alla Cantina sociale della Serra di Piverone che ha visto la partecipazione di soggetti e attori del settore, un evento organizzato dall'associazione Piemonte nel cuore della quale è presidente il sindaco di Burolo Franco Cominetto. La sala degli eventi della Cantina era gremita, con una cinquantina di partecipanti, rappresentanti anche di amministrazioni locali e imprese canavesane. Nel corso della serata si sono snocciolati alcuni importanti traguardi raggiunti dal Canavese nel corso degli ultimi anni nel settore turistico. il dato«Il turismo in Piemonte è cresciuto enormemente - ha illustrato l'assessore regionale Gian Luca Vignale che è intervenuto tra i relatori - per il Canavese basti pensare che i posti letto sono passati da circa 4.500 nel 2015 a 9.800 nel 2024 (+118%, ndr). Segno di come il territorio stia adattandosi alla domanda turistica in costante crescita. Il Piemonte, in generale, fa registrare ogni anno un record e una crescita di presenze, siamo arrivati a 17 milioni totali nel 2024, superando ampiamente i livelli pre-Covid (14 milioni nel 2019). Ogg, non possiamo ritenere che il Piemonte possa vivere di turismo, però possiamo affermare che il settore turistico abbia ricavato la sua porzione di produttività e occupati determinante per la ricchezza della regione. La manifattura e l'industria rimangono ancora il motore della regione, ma è oramai chiaro come i piemontesi abbiano imparato a fare accoglienza. In questo quadro il prodotto "montagna" è centrale, rimane l'attrattiva principale del Piemonte, ma vi si affianca anche l'enogastronomia sulla quale territori come le Langhe e il Monferrato hanno costruito le loro fortune». il ruolo della regioneIl Canavese, ha proseguito Vignale, «ha una serie di indiscutibili punti di forza, uno dei quali sta proprio nei suoi prodotti di eccellenza che vanno resi spendibili in pacchetti turistici. La Regione in questa partita gioca molti ruoli incentivando ed erogando contributi per le imprese e gli enti locali, promuovendo a livello complessivo le eccellenze territoriali, ma i protagonisti devono essere Comuni, associazioni e imprese del territorio». Alla serata, inoltre, ha portato un saluto anche l'assessore regionale allo Sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo. in principio era autoconsumoIl tema è stato ripreso anche dal padrone di casa, il presidente della Cantina sociale della Serra Ivo Actis Dana, che ha ripercorso la storia della Cantina, soffermandosi sul fatto che sia emblematica della storia degli ultimi decenni del vino in Canavese. «I produttori sono partiti, come molti, realizzando dei vini per l'autoconsumo, come alimento - ha spiegato Actis Dana -, ma in questi anni il mondo del vino si è evoluto tantissimo e neppure noi siamo stati a guardare. Oggi abbiamo un'ampia gamma di prodotti e una produzione di migliaia di bottiglie. Il vino non è più solo una bevanda, ma è un simbolo, un'identità di territorio. È uno degli elementi che aiuta a promuovere turisticamente la zona. Recentemente abbiamo realizzato delle confezioni appositamente per il Carnevale di Ivrea, proprio perché crediamo che collaborando tra le varie realtà si ottengano i migliori risultati». Nel corso della serata, moderata dalla giornalista della Sentinella Viola Configliacco, hanno poi preso la parola Franco Cominetto, che è anche presidente del Distretto del cibo e del vino del Mombarone, Serra morenica e Naviglio di Ivrea: «Il cibo e il bere sono elementi distintivi di un territorio - ha messo in evidenza - da turisti è una delle prime cose di cui ci preoccupiamo e che valutiamo quando visitiamo un territorio. In Canavese abbiamo costituito il distretto per valorizzare le tante produzioni locali, metterle in rete e creare una vetrina e un'occasione per le imprese che sono le vere protagoniste. Ribadisco anche che non è solo una questione di promozione verso l'esterno, ma tutto questo serve a far conoscere le potenzialità anche agli stessi canavesani. Dovrebbe essere incentivato negli eventi locali il consumo di prodotti e vino tipici del territorio per aiutare la diffusione della conoscenza delle nostre eccellenze». Infine, è intervenuto Silvio Bertero, presidente del Consorzio degli operatori turistici del Canavese: «Una buona metà degli arrivi turistici sono provenienti da Paesi stranieri e questa è la vera ricchezza del turismo nel Canavese. Stiamo lavorando egregiamente sull'accoglienza sia in termini qualitativi che quantitativi con molte imprese nuove e fatte da giovani, ma anche con la crescita di realtà già consolidate e tante collaborazioni, proprio perché agiamo in un settore in costante crescita». --valerio grosso