Il gadget fatto dai ragazzi del Ciac di Valperga per affermare la legalità
Viola Configliacco / ValpergaUn progetto dalla forte valenza sociale per la MecVal di Valperga, l'impresa formativa inaugurata la scorsa settimana a Valperga all'interno del Ciac, quello nato dalla collaborazione con l'Associazione Mastropietro. Due progetti differenti, uno dedicato alla Giornata contro le mafie e uno per l'Emporio Ratatu, che hanno aiutato i ragazzi della scuola di Valperga a specializzarsi sempre più nell'ambito della meccanica e delle nuove tecnologie.«La metodologia didattica che si applica in questa officina interna alla scuola funziona bene, perché i ragazzi imparano a gestirsi - spiega la direttrice del Ciac di Valperga Beatrice Parodi -. Non mancano, inoltre, gli spunti per il sociale, come abbiamo visto per alcune collaborazioni avviate ancora prima dell'inaugurazione ufficiale, in quanto il lavoro dei ragazzi sulle commesse ottenute è partito nel 2024. Abbiamo anche un sito, dove chi ci vuole contattare può richiederci un preventivo e ottenere un prototipo per poi lavorare alla realizzazione finale». È quanto è avvenuto con l'Associazione Mastropietro di Valperga, che ha contattato la MecVal per offrire uno spunto sociale ai ragazzi e per permettere loro di fare pratica gli insegnamenti dei docenti Simone Paris e Omar Perardi.A raccontare la parte tecnica sono gli allievi Mohammed Sadek Chourkani e Davide Cepparo: «Per l'Emporio Ratatu abbiamo realizzato delle palline di Natale a forma di zucca, come il simbolo dell'attività. Prima sono state progettate, poi stampate in 3D. In ottica green abbiamo scelto di realizzarle con un materiale ricavato dall'amido di mais. Abbiamo realizzato gadget in 3D, nello specifico dei porta-cellulari con parole a tema, per i giovani delle superiori in vista della giornata contro le mafie». Andrea Contratto, dell'Associazione Mastropietro, ha raccontato il perché è stata scelta l'impresa formativa di Valperga per il progetto: «Abbiamo una collaborazione molto proficua con Ciac e i ragazzi hanno appreso ma anche fatto del bene, perché con le palline abbiamo avviato una raccolta fondi utile a sostenere il nostro operato. Per il progetto collegato alla legalità, Cuorgnè è il capofila con Libera: parlando con il Comune è nata l'idea di lasciare un gadget ai 100 ragazzi partecipanti. È venuta l'idea così di aggiungere una commessa a quella di Ratatù, con la personalizzazione. Abbiamo fatto un brainstorming e lavorato su alcune parole da mettere sui gadget, da impegno a legalità. Si sono evoluti anche sulla parte di pensiero e sulle tempistiche rapide di lavoro». Lunedì 17 lo striscione con le immagini dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sulla villa di via Salgari, appartenuta al boss dell'ndrangheta Giovanni Iaria e confiscata, ha accolto i partecipanti al primo appuntamento con la camminata della legalità per "Cuorgnè dice no alle mafie", progetto finanziato con contributo regionale e frutto della collaborazione tra Comune, associazione Mastropietro e presidio Libera Luigi Ioculano. Ai ragazzi del 25 Aprile-Faccio sono stati consegnati i gadget realizzati dai coetanei del Ciac di Valperga. L'iniziativa coinvolgerà ancora oggi, mercoledì 19, e venerdì 21, circa 150 ragazzi delle classi terze dell'Iis 25 Aprile-Faccio. La camminata è partita dal piazzale dalla scuola, ha raggiunto Villa Lea, l'altro immobile confiscato alla criminalità organizzata di località Cascinette che fu di proprietà del boss Bruno Iaria, ha fatto tappa in Biblioteca, dove è possibile trovare una sezione di libri dedicati alla legalità e la comandante della Polizia locale, Linuccia Amore, ha tenuto un breve intervento sulle attività di prevenzione contro la criminalità organizzata e a favore della legalità portate avanti dal Corpo di Polizia municipale, per poi arrivare alla panchina della legalità al parco giochi di corso Roma e la villa di via Salgari. I ragazzi, muniti dei gadget con le parole che ricorderanno l'iniziativa, hanno avuto per la prima l'opportunità di visitare i beni confiscati, imparare a conoscere la realtà di associazioni quali Libera e Mastropietro, la storia della mafia e dell'antimafia del territorio nonché i progetti sociali avviati negli edifici restituiti alla collettività, tra emergenza abitativa, solidarietà e inclusione sociale. --(Ha collaborato Chiara Cortese)