Piano protezione civile Pace fatta tra Comune e gli agricoltori
Mauro Giubellini/ rivarolo canaveseMancano i dettagli ma tra l'amministrazione comunale e gli agricoltori facenti parte del Consorzio irriguo potrebbe scoppiare la pace dopo mesi di tensioni per le spese che questi ultimi avrebbero dovuto sostenere essendo stati chiamati dall'amministrazione ad entrare a pieno titolo nel piano di Protezione civile. Scontro disinnescato grazie all'arte diplomatica del sindaco, Martino Zucco Chinà, e dei due legali che si sarebbero dovuti sfidare in tribunale proprio oggi, mercoledì 11.Gli avvocati Danilo Pastore (per il Consorzio di irrigazione) e Serena Dentico (per il Comune) si erano incontrati il 4 settembre nella sala consiliare del Comune. Il risultato è in una nota congiunta in cui «le parti sono giunte alla determinazione procedurale per la quale il sindaco sottoporrà al Consiglio comunale la proposta di riesame della deliberazione con cui il Consiglio stesso ha approvato il piano di protezione civile, limitatamente alla parte in cui il piano medesimo menziona il coinvolgimento del Consorzio. A fronte di questo impegno del sindaco, il presidente del Consorzio, Onorino Freddi, si impegna a depositare entro il 5 settembre presso il Tar Piemonte istanza di rinvio della Camera di Consiglio fissata per il giorno 11 settembre». Stessa cosa farà l'avvocato Dentico.Tradotto significa che non è nell'interesse del Comune scornarsi in tribunale anche se il piano di protezione civile deve essere garantito, solido e blindato per mettere al riparo il Comune e i suoi cittadini. Il Consorzio, chiamato a farne parte con una delibera firmata dalla Giunta Rostagno, rigettata a parole da quella Chinà che poi però non l'ha annullata, per ora non sborserà un euro perché, ha detto Freddi «di fatto il Consorzio è stato iniquamente investito di oneri e responsabilità nella gestione delle acque, nell'ambito del nuovo piano di protezione civile».«Responsabilità che non appartiene al Consorzio» ha scritto Pastore chiedento un danno da 500mila euro al Comune perché tale «è la cifra che gli agricoltori sarebbero costretti a sborsare per far parte del Piano». --