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- L'intesa nel centrodestra sulle nomine Rai, poi la delicata trattativa con Bruxelles sui balneari. Giorgia Meloni spera di risolvere questi due dossier in settimana, mentre sull'asse Palazzo Chigi-Mef si prepara il Piano strutturale di medio termine da presentare alla Commissione europea entro il 20 settembre, base per una manovra «senza sperperi». La ripresa dopo le vacanze è agitata anche dal caso Sangiuliano, le cui evoluzioni avrebbero provocato una certa irritazione nella premier. Tanto che nel suo partito, FdI, dopo il documento sul G7 condiviso dal Ministero della Cultura con Maria Rosaria Boccia e pubblicato da Dagospia, la vicenda della «consigliera fantasma» non è più liquidata semplicemente come una questione di poco conto, ma si cerca di capirne meglio contorni e potenziali effetti insidiosi. Una grana in più in vista per Meloni, che dopo la riunione di maggioranza di venerdì scorso aspetta di capire quale può essere il punto di caduta con la Lega sui vertici Rai: poi si cercherà l'intesa con le opposizioni, in modo da avere i voti necessari in commissione di Vigilanza sulla presidente Simona Agnes. Sono giorni decisivi anche per la riforma delle concessioni balneari. Ci sta lavorando il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto, impegnato in una delle sue ultime missioni prima di trasferirsi fra un paio di mesi a Bruxelles come commissario europeo. Brevi proroghe (massimo fino al 2027, secondo un'ipotesi sul tavolo) a cui si può accedere con criteri stringenti, e indennizzi per i concessionari uscenti a carico di quelli nuovi, sono i pilastri del provvedimento che sta prendendo forma in un continuo scambio fra Roma e Bruxelles. --