L'attacco ad Israele ridà vigore alla minaccia jihadista e l'Italia si blinda. La premier Giorgia Meloni ha messo in guardia dal «rischio di emulazione degli atti criminali che potrebbe arrivare anche da noi», ma al Viminale sono stati passati in rassegna tutti i possibili pericoli: dall'azione di un «lupo solitario» alla riattivazione di cellule islamiste sul territorio nazionale, dalle infiltrazioni di elementi pericolosi attraverso i flussi migratori alla propaganda per fare proseliti sul web e nelle carceri fino ai gruppi pro-Hamas. Non ci sono, dunque, soltanto i target israeliani da tutelare (sinagoghe, ambasciate, interessi commerciali). Il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato nel pomeriggio dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi per analizzare le possibili minacce, ha infatti disposto «l'innalzamento del livello di attenzione verso ogni possibile obiettivo e un rafforzamento delle misure di prevenzione sul territorio». Alla riunione erano presenti i vertici delle forze di polizia e quelli delle agenzie di intelligence. È operativo anche il Comitato di analisi strategica antiterrorismo.

Pianificazioni ostili verso l'Italia non sono segnalate al momento, ma sul tavolo del Viminale sono stati messi tutti i potenziali elementi di rischio da seguire con attenzione nei prossimi mesi che si annunciano complicati e carichi di tensione per gli apparati di sicurezza. L'atto di guerra senza precedenti di Hamas ha infatti ridato forza alla galassia islamista che – almeno sul continente europeo – sembrava in fase recessiva dopo gli attentati degli anni scorsi. Ed in primavera ci sono le elezioni del Parlamento Ue, appuntamento che attrae chi ha interesse a destabilizzare . —