Il malumore dei sindaci in assemblea «Serve un maggiore coinvolgimento»

IVREA All'ordine del giorno c'era il voto dei sindaci sugli obiettivi di metà mandato dell'Asl/To4, ma era impossibile che non si parlasse degli argomenti del giorno: localizzazione dell'ospedale di Ivrea e lo studio di Agm project consulting sull'analisi e definizione delle azioni di riordino della rete erogativa che, come scenario, ipotizzano l'affidamento ai privati di alcuni servizi degli ospedali di Cuorgnè e Lanzo. Matteo Chiantore, sindaco di Ivrea, alla sua prima volta alla presidenza della conferenza dei sindaci dell'Asl/To4, ha premesso e invitato in sintesi i colleghi a non lasciarsi distrarre da spaccature e suggestioni, ma di concentrarsi sul qui ed oggi, sulle esigenze della sanità del territorio e sulle risposte, alcune delle quali non possono più aspettare. Suggestione raccolta, ma solo a metà. Sul finire della conferenza il sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno chiede di verbalizzare un documento a nome di 57 sindaci e 4 Unioni montane e che il presidente Chiantore si faccia carico di trasmetterlo in Regione. Il tema è troppo caldo e quello che è accaduto il giorno prima, con la delibera presentata dall'assessore regionale alla sanità Luigi Icardi in commissione per la localizzazione dell'ospedale di Ivrea all'area Montefibre e poi sospesa nel giro di due ore, è un fatto troppo eclatante e recente per passare inosservato in una conferenza dei sindaci che si riunisce poche volte e ancora meno discute sul merito delle questioni. Chiantore è chiaro nel dire di non permettere un dibattito: «Le nostre posizioni sulla localizzazione dell'ospedale sono chiare, le abbiamo espresse ovunque e ci siamo già detti di non dividerci. Il sito ideale non esiste: se ci fosse, non ci sarebbe questa discussione. Ciascuno dei siti ha dei pro e dei contro. La Regione conosce bene le nostre posizioni e tocca a lei decidere. Ripeto: non dividiamoci tra di noi».Ma il fronte è già diviso ed è sempre lo stesso. Ed è quindi Chiantore che, tra qualche rumoreggiamento della platea, legge il documento. Nel merito non c'è nulla di nuovo, ma questa volta sotto attacco c'è il metodo: «Se la spinta per orientare la scelta verso l'area Montefibre è così forte da proporre un casello pur di fare aumentare il punteggio, allora lo studio Ires deve essere rifatto e riparametrato con l'assegnazione di nuovi e aggiornati punteggi, considerando anche il consumo di suolo esasperato utilizzato per la realizzazione del nuovo casello autostradale». In realtà, la richiesta dei sindaci era già stata fatta propria dalla giunta regionale che aveva bloccato il giorno prima l'approvazione della delibera. Che, però, ci sia malumore tra i sindaci per come non si condividano progetti e contenuti è evidente. Era già intervenuta Giovanna Cresto, sindaca di Cuorgnè, sul come era venuta a conoscenza del contenuto dello studio di Agm project consulting che sugli ospedali di Cuorgnè e Lanzo suggerisce, per renderli più efficienti e capaci di recuperare mobilità passiva, di affidarne alcuni servizi ai privati. «Sono allibita per il modo con cui la Regione non si confronta con noi. Ma noi, cosa diciamo ai nostri cittadini?». Il direttore generale, Stefano Scarpetta, mette le mani avanti e prende le distanze: «Non ho alcun mandato per perseguire quello che c'è scritto sullo studio. E per spiegare il contenuto, sarebbe il caso di farlo con chi quel documento ha redatto. Di studi ne abbiamo visti tanti, ci sono spunti, poi si discute ma sottolineo, a scanso di equivoci, che non ho avuto mandato di fare ciò che c'è scritto lì sopra». Scarpetta sottolinea come il mandato sia quello di far lavorare Cuorgnè. I dati? Su base annua il punto di primo intervento può dare risposta a ottomila persone (il 95% autopresentati, 91% dimessi a domicilio). Le prestazioni ambulatoriali sono praticamente quasi raddoppiate rispetto allo scorso anno, sono stati aperti nuovi ambulatori per diagnosi e cure delle demenze, vulnologia di secondo livello, cardio-geriatria, epatologia, malattie infiammatorie croniche intestinali, ampliamento ambulatorio oncologico, chirurgia plastica ricostruttiva, ambulatorio scompenso cardiaco. Malumore e diffidenza, però, restano. Cresto e un gruppo di sindaci abbastanza significativo ma non tale da non approvare il documento, si è astenuto sugli obiettivi di metà mandato presentati dalla direzione. Aveva sottolineato la sindaca di Cuorgnè: «Nulla contro la direzione dell'Asl/To4, che si impegna e lavora molto, ma è una questione di metodo. Non possiamo essere chiamati qui per alzare una mano, dobbiamo essere coinvolti. Le regole ora saranno così, ma non va bene. È venuto il momento di provare a cambiare». Il discorso di Cresto ricorre praticamente sempre nelle conferenze dei sindaci. Il presidente Chiantore dice di voler raccogliere l'argomento per trovare il modo di sottoporlo alla Regione. Ma come e quando avviare questo percorso è tutto da costruire. Il dg Scarpetta ha illustrato l'attività, il consuntivo che si è chiuso con una perdita di poco più di 5 milioni di euro e uno dei migliori risultati in Piemonte sulla riduzione della spesa farmaceutica pro capite grazie anche a un lavoro sul territorio, il recupero delle prestazioni specialistiche e chirurgiche fino a superare i numeri del 2019, quindi ante pandemia. E ancora: tutte le opere per case e ospedali di comunità e centrali operative in linea con i tempi dettati dal Pnrr. Oltre sette milioni gli investimenti in tecnologia sempre grazie al Pnrr, la nomina di 25 direttori di struttura (un terzo del totale) per rafforzare e rilanciare le singole specialità con i primi risultati in termini di attrattività per la dirigenza medica, 90 nuovi concorsi espletati, 280 richieste di accesso alle graduatorie in concorsi espletati da altre Asl, la possibilità di avere più risorse per reclutare il personale (25 milioni quest'anno, 50 per il prossimo e altrettanti in quello successivo). --