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il casoAntonio Bravetti / RomaBerlusconi forever. «Il suo nome resterà per sempre nel simbolo del partito», promette Antonio Tajani. Nel tondo elettorale, tatuato sotto al tricolore. A meno di 48 ore dai funerali del Cavaliere, è tregua ai vertici di Forza Italia. Tajani e Licia Ronzulli siedono vicini. Il partito si lecca la ferita e s'incammina lungo la strada indicata dallo statuto per eleggere il nuovo presidente del partito che prenderà il posto dello storico leader. Con la benedizione della primogenita: «Marina ringrazia e assicura la sua vicinanza», dice il coordinatore. Forza Italia prova a fermare il tempo. Tajani convoca la stampa nella sede del partito di San Lorenzo in Lucina. Con lui ci sono i capigruppo, Paolo Barelli e Ronzulli, il capo delegazione al Partito europeo Fulvio Martusciello. Alle spalle una gigantografia di Berlusconi. Aria grave, voci basse, espressioni meste. La famiglia, prima di tutto: «Stamani ho ricevuto una telefonata da Marina Berlusconi, che mi ha chiesto di ringraziare tutta Forza Italia per le manifestazioni di grande affetto che ha riversato su suo padre. Marina mi ha ribadito, nel rispetto dei ruoli, la stima, l'affetto e la vicinanza di tutta la sua famiglia a Forza Italia, che è una delle maggiori realizzazioni di Berlusconi». È un eterno 1994, un nostalgico 2002, come ricorda la foto in corridoio: Berlusconi che stringe le mani di George Bush e Vladimir Putin a Pratica di Mare. «Tutto il movimento politico è unito nel nome di Silvio Berlusconi», esordisce Tajani. «Dai senatori ho avuto mandato per dire che abbiamo il dovere di proseguire uniti - gli fa eco Ronzulli - oggi siamo in mare aperto, ma come sa chi va a vela è essenziale l'armonia nella squadra per arrivare in porto». La road map la spiega il coordinatore nazionale: giovedì prossimo «si riunirà il comitato di presidenza di Forza Italia che convocherà il Consiglio nazionale, che sarà chiamato a eleggere il presidente che guiderà il partito fino al prossimo congresso nazionale». Che molto probabilmente si svolgerà dopo le europee del 2024, di certo non quest'anno, perché «non ci sono i tempi tecnici» per effettuare tutti gli adempimenti statutari. Quasi sicuramente toccherà a lui: «Tajani è la persona più autorevole», assicura Barelli. Nessun ruolo, al momento, per Marta Fascina. «Era la compagna di vita di Berlusconi, è una deputata - ricorda il ministro degli Esteri - e non c'è bisogno di ritagliare per lei spazi formali». «È difficile guardare al futuro senza Berlusconi - sussurra Tajani davanti a una sala stampa gremita - ma lui voleva che lo facessimo. È un leader che non scompare, il suo pensiero e i suoi sogni rimarranno». E allora via alle «giornate del tesseramento», il 24 e il 25 giugno, per pompare sangue nel partito. E poi «il 29 settembre», giorno del compleanno del fondatore, «si inaugura una tre giorni a Paestum per prepararci alle elezioni europee». Mentre non c'è fretta per decidere chi prenderà il posto del Cavaliere in Senato. L'ipotesi di Paolo Berlusconi sembra svanire: «Al momento non si parla di candidature - precisa il ministro degli Esteri - anche perché le suppletive si svolgeranno entro il 29 ottobre. Ne parleremo con gli alleati». Finita la conferenza stampa, pranzo in centro. Insieme allo stesso ristorante, ma a tavoli diversi. Due gruppi: Tajani da una parte, Ronzulli dall'altra. «Casualmente», giurano. --© RIPRODUZIONE RISERVATA