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Luca Monticelli / ROMA«Cgil e Uil finora hanno assunto una posizione poco costruttiva, ma loro rappresentano solo una parte del sindacato. Il governo ha dato delle risposte molto importanti: prima contro il caro bollette e poi aiutando le persone più colpite dall'inflazione», dice il sottosegretario leghista al Lavoro, Claudio Durigon.L'atteggiamento della Cisl è diverso?«Ha dimostrato di volere il dialogo, capisce il periodo delicato che il Paese sta vivendo e ci stimola sui temi su cui possiamo interagire. Fino ad oggi la Cisl ha sempre dimostrato di avere una posizione critica ma senza perdere di vista la sostenibilità delle misure».I sindacati vi criticano perché avete stanziato poche risorse, non si poteva fare di più?«Gli interventi devono essere sostenibili, i provvedimenti mirati li abbiamo portati a casa, ma non si può pensare di risolvere tutti i problemi con la bacchetta magica. La nostra filosofia l'abbiamo dimostrata con la riforma del reddito di cittadinanza, che ha previsto un taglio a chi può mettersi in gioco e lavorare e un aiuto per chi soffre la povertà».In legge di bilancio si affronterà il tema della riforma delle pensioni? Quota 41 è ormai insostenibile?«Quota 41 certo che è possibile, ma nell'arco della legislatura, la riforma complessiva sarà graduale. Con la legge di bilancio faremo un primo passo che contempli la flessibilità in uscita, come abbiamo fatto l'anno scorso con Quota 103 che consente a 50 mila persone di andare in pensione. E' impropriamente chiamata Quota 103 perché permette a chi ha 41 anni di contributi di accedere alla pensione».E' possibile una proroga di Quota 103 anche nel 2024 o il governo sta pensando a una nuova quota?«Lavoreremo per ampliare ancora di più la Quota 41-62 anni. In che modo lo valuteremo quando sapremo precisamente le risorse a disposizione. La riforma comunque sarà discussa al tavolo con i sindacati».Il governo ha messo dei paletti a Opzione donna, avete in programma qualche aggiustamento per estendere la platea delle lavoratrici interessate?«Opzione donna garantiva l'uscita a circa 12 mila persone all'anno con un taglio di un terzo dell'assegno che io ho sempre considerato troppo pesante. Credo che ormai la questione verrà affrontata nella riforma, in cui daremo un ristoro alle lavoratrici di alcune categorie».Dove troverete le coperture per confermare il taglio del cuneo fiscale che avete varato solo fino a dicembre?«L'obiettivo è rendere strutturale il taglio del cuneo, ci sono varie possibilità. Di certo non gestiremo il bilancio aumentando le tasse».Corte dei Conti e Banca d'Italia hanno presentato dei rilievi sulla flat tax, qual è l'obiettivo del governo?«Ho sentito dire che la flat tax non si possa fare. In realtà l'abbiamo già attuata e questo ha portato benefici ai lavoratori autonomi. Intanto cercheremo di estenderla e di aumentare il tetto da 85 mila a centomila euro di reddito. La volontà del governo è semplificare e far pagare tutti meno».Con la Corte dei Conti si rischia uno scontro tra poteri dello Stato sul Pnrr? «Credo che in questi anni alcune procedure siano state imbrigliate da troppi controlli. Il ruolo della Corte dei Conti è fondamentale, cercheremo di capire insieme a loro come gestire al meglio le attività del Pnrr».Quali sono i profili dei prossimi commissari di Inps e Inail? Si fanno i nomi di Gabriele Fava e Stefano Cervone.«Queste sono sicuramente due personalità di rilievo che possono gestire questa fase, ma sarà il Consiglio dei ministri a fare le nomine, ci sono delle valutazioni in corso. All'Inps serve una discontinuità rispetto al passato e persone in grado di far funzionare una macchina fondamentale per dare risposte al Paese. La fase commissariale deve però essere breve, va regolata la governance e poi serve un ente al pieno delle sue funzioni».Il 30 giugno è stato calendarizzato in aula alla Camera il dibattito sul Mes, il governo si è finalmente convinto a ratificare il trattato?«E' una discussione aperta, è uno strumento che l'Italia non ha mai attivato. Il Mes così com'è oggi ha delle regole troppo restrittive e penalizzanti, non mi pare abbia avuto un grande successo a livello internazionale». --© RIPRODUZIONE RISERVATA