Esuberi, Vodafone propone la solidarietà, no dei sindacati
Vincenzo Iorio / IvreaSi sono concluse con un mancato accordo le due giornate di confronto tra sindacati e Vodafone sulla gestione dei mille esuberi annunciati dall'azienda su tutte le sedi italiane (118 a Ivrea, il 25% degli addetti). Ora le parti si ritroveranno per proseguire il confronto in sede istituzionale al ministero del Lavoro, presumibilmente a metà giugno, dopo lo sciopero nazionale del settore telecomunicazioni del 6 giugno. Le posizioni dopo i 45 giorni dall'apertura della proceduta di mobilità restano quindi distanti. Vodafone ha messo sul tavolo ulteriore solidarietà, esodi incentivati e isopensioni (pensionamento anticipato) specificando però che nel caso in cui non si raggiunga l'obiettivo numerico delle uscite volontarie (pari a circa la metà degli esuberi dichiarati) si procederà ricorrendo ai licenziamenti. L'apertura di Vodafone però viene giudicata insufficiente dai sindacati. «L'azienda non può pensare di risolvere il problema del calo dei ricavi, derivante da fattori endogeni causati da discutibili scelte strategiche del management ed esogeni imputabili alla completa assenza di attenzione dei vari governi succeduti negli anni, esclusivamente con misure impattanti sulle lavoratrici e i lavoratori - spiegano le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil -. Auspichiamo che l'intervento delle istituzioni possano contribuire al raggiungimento di un accordo che garantisca la piena salvaguardia occupazionale, scongiurando un dramma occupazionale, derivante dal licenziamento di 1.003 lavoratrici e lavoratori impattati da questa folle procedura di licenziamento».Per quel che riguarda il ricorso alla solidarietà, Vodafone ha ipotizzato sette giornate mensili per il customer care (si era partiti da 9 giorni) e 3 giorni per i restanti dipartimenti (It e altri reparti esclusi). Nessuna integrazione salariale ed erogazione dei ticket restaurant. «Quanto prospettato da Vodafone è totalmente insufficiente - spiega Michela Schettino della Uilm Com - Si tratta di provocazioni e non soluzioni che offendono i sacrifici fatti dalle lavoratrici e dai lavoratori che hanno pagato in prima persona nei tanti piani di ristrutturazioni di questi anni. Il tema è sempre quello: il nostro obiettivo è salvaguardare le sedi di lavoro che con questi esuberi rischiano di essere svuotate e un giorno facilmente chiuse. Su questo Vodafone non ha dato rassicurazioni».I sindacati bocciano anche il reskilling: a disponibilità a un percorso di riqualificazione per 150 addetti fornito dall'azienda, è stato ritenuto insufficiente dalla delegazione sindacale. Positivi vengono invece giudicati l'utilizzo dello strumento della isopensione con scivolo quinquennale, con due finestre di uscita, una nel 2023 ed una nel 2024. In relazione agli incentivi all'esodo, l'azienda si è dichiarata disponibile a una incentivazione a scalare che prevederebbe un massimo di 48 mensilità per le uscite entro il 31 luglio, con un graduale calo dell'importo dell'incentivo in caso di uscite ad agosto e settembre. --