Cuceglio, dopo il dissesto i conti ora tornano
cuceglioStanno lentamente tornando alla normalità i conti pubblici del Comune di Cuceglio finito in dissesto finanziario nel 2016. Da allora il Comune è impegnato in un piano di riequilibrio pluriennale per il periodo 2018-2025 sotto la stretta vigilanza della Corte dei conti. Il disavanzo ammontava complessivamente a 149.615,34 euro, emerso con l'approvazione del rendiconto dell'anno 2016. A dirlo è il sindaco Antonino Iuculano, che eletto nel 2019, aveva ereditato la debacle dei conti dalla precedente amministrazione. «Il consuntivo del 2022 ha registrato un avanzo di amministrazione di 200mila euro - spiega Iuculano - che quindi ci consente, di utilizzare maggiori risorse per la spesa corrente. Cosa finora impossibile per poter ripianare il debito. La Corte dei Conti, se l'andamento resta positivo, ci permetterà di assumere il prossimo mese di settembre un tecnico comunale. Fino a quel momento il responsabile dell'ufficio tecnico continuerò ad essere io. Siamo sulla buona strada grazie al recupero dell'evasione ed una gestione oculata. Sul fronte delle opere pubbliche invece possiamo utilizzare le risorse che ci arrivano dalla Regione Piemonte: 70mila euro saranno destinati alla messa in sicurezza sotto il profilo idrogeologico dell'area situata di fronte la scalinata del Santuario dell'Immacolata, situato su un rilievo i circa 400 metri, che rischia di franare. Altri 50mila euro verranno utilizzati per interventi di sicurezza stradale nelle vie del centro. Inoltre rifaremo la segnaletica orizzontale e verticale e posizioneremo i cartelli all'ingressi del paese che indicano Cuceglio "città del vino", l'associazione nazionale di cui siamo entrati a far parte quest'anno». Il piano di riequilibrio finanziario era stato imposto dalla Corte dei conti che aveva fornito specifiche indicazioni con riguardo agli interventi di revisione della spesa per scongiurare il rischio che, nel corso dell'esecuzione del piano, potesse essere autorizzato un incremento della spesa corrente prima di aver raggiunto gli obiettivi di risanamento, sottolineando in particolare che «in assenza di tale condizione il limite della spesa corrente degli anni 2023-2025 dovrà attestarsi sul valore indicato per l'anno 2022 di euro 539.251, 61, fatte salve eventuali sopravvenute esigenze di dover sostenere spese incomprimibili perché riguardanti servizi essenziali per la cittadinanza, di cui dovrà essere data chiara dimostrazione». --lydia massia