«Non è un posto per giovani» È tanta la voglia di scappare

IVREAAi ragazzi non piace il Canavese di oggi: è ciò che è emerso dai tre tavoli di lavoro, costituiti da studenti appartenenti a scuole differenti, perché non ci sono attrazioni adatte alla loro età. Peggio: non vedono l'ora di andarsene. Sollecitati dagli esperti, però, hanno fornito una serie di migliorie che potrebbe farli ripensare all'idea di allontanarsi, a partire da punti di aggregazione con servizi essenziali come bar e punti di ristoro in cui condividere le esperienze tipiche della loro età. La passerella che congiunge le due parti della città di Ivrea è stata presa come esempio interessante per la loro socialità: viene utilizzata per spostarsi, ma è diventata anche un punto di ritrovo per i più giovani. Al termine della Call for ideas, gli studenti hanno presentato in sala la sintesi delle loro idee tenendo presenti i tre settori chiave: digitalizzazione, ambiente-territorio e turismo-sostenibilità. «Vorremmo presentare agli anziani la digitalizzazione e ricevere in cambio le loro esperienze di vita in spazi adeguati - hanno detto gli studenti. - Inoltre, la presenza di laboratori in cui far partecipare gli studenti Erasmus che arrivano nelle nostre scuole a aiuterebbe in uno scambio proficuo per tutti. Ci piacerebbe anche poter conoscere il territorio attraverso cartellonistica e siti digitali in modo da cogliere in breve tempo i luoghi che si vogliono approfondire». Non solo: per i giovani «il turismo sostenibile vuol anche dire superare un'identità legata a un singolo Comune per connettere tutti i paesi, coinvolgendo persone e guardando alla globalità del Canavese, anche in tema di trasporti. L'obiettivo è far apprezzare la zona dai turisti che arrivano in città. Inoltre, tenendo conto della sostenibilità, sarebbe bello se ci fossero piste ciclabili, servizi di city bike e di monopattini». Dai docenti presenti ai tavoli, che hanno supportato e contribuito alla realizzazione delle idee da proporre, Corrado Boratto, docente del Cena, impegnato in svariate attività extrascolastiche sul territorio, ritiene che «la giornata sia stata molto proficua per i giovani, i ragazzi delle diverse scuole hanno mostrato l'esigenza di creare una rete extrascolastica su cui condividere esperienze e problematiche tipiche della loro generazione». Soddisfatti anche gli altri insegnanti: Manuela Muzzolini, vicepreside dell'Ubertini, ha condiviso «l'entusiasmo dei suoi allievi nell'essere stati per una volta gli attori principali, che possono essere fieri di aver dato un contributo concreto per migliorare il territorio in cui viviamo e che amiamo profondamente». Gli studenti dell'Olivetti, inoltre, hanno messo in pratica le nozioni teoriche apprese in aula realizzando un servizio fotografico e video della giornata. I docenti Manuela Belvedere e Gabriele Mazzullo si sono mostrati «soddisfatti della partecipazione e dell'entusiasmo dei ragazzi a questa interessante iniziativa, che li ha coinvolti e resi protagonisti del futuro del territorio». --A.P.