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Il primo dei messaggi di Giorgia Meloni, quello che forse più le preme, riguarda il reato di «tratta degli esseri umani». Il reato - dice - da ora diventa «universale». Significa che l'Italia può aprire un procedimento penale e spiccare mandati di arresto, e pretendere l'estradizione, per scafisti e trafficanti ovunque siano. Allo stesso tempo, le pene crescono all'inverosimile: per il concorso nel traffico di immigrazione clandestina si va da 6 a 16 anni (era da 5 a 15), ma soprattutto nasce un reato nuovo, «Morte o lesioni come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina» che sarà condannato con pene da 20 a 30 anni se dal fatto deriva, quale conseguenza non voluta, la morte di più persone. La stessa pena si applica se dal fatto derivano la morte di una o più persone e lesioni gravi o gravissime a una o più persone. E se invece morisse un solo passeggero, la pena comunque oscillerebbe tra i 15 e i 24 anni. Si va da 10 a 20 anni per lesioni gravi o gravissime a una o più persone. «Abbiamo ampliato il perimetro della giurisdizione italiana e raggiunto il massimo possibile delle pene», spiega il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. In sostanza, «se la condotta è diretta a procurare l'ingresso illegale nel territorio dello Stato, il reato si considera commesso nel territorio dello Stato quando la morte o le lesioni si verificano in acque internazionali». La premier: «Chi ci aiuterà nel combattere la tratta, anche uniformando la legislazione, avrà una premialità nei flussi di emigrazione legale e negli investimenti. --