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l'analisiAntonio BarillàINVIATO A NANTESVenti minuti per scacciare le ombre e confezionare il successo che vale gli ottavi di Europa League. Sospira di sollievo la Juventus che s'era complicata la vita in gara-uno e sorride, Allegri che schiva la trappola dello Stade de la Beajouire: un passo falso, dopo l'addio alla Champions, avrebbe certificato un fallimento e condizionato la stagione, invece la Coppa resta opportunità e obiettivo con tanti saluti alle cassandre. Il tecnico, già privo di Chiesa, non manca di coraggio escludendo Vlahovic in avvio, così del tridente rimane solo Di Maria che però, ispiratissimo, fa non solo reparto, ma squadra. È lui a incenerire subito Lafont con una parabola meravigliosa e poi a procurare, con un gran numero, il rigore e l'espulsione di Pallois. Conti chiusi e non semplicemente per la trasformazione perfetta dell'argentino. L'inferiorità numerica acuisce un divario imbarazzante, per altro già evidente all'andata, ma occultato dall'isolato contropiede di Blas: non basta, a Kombouaré, abbassare gli esterni e stringere le maglie a centrocampo, né compensa la grinta che il tifo incandescente sembra amplificare, troppi errori minano i piani difensivi e le ripartenze s'inceppano puntuali, così il Nantes finisce ostaggio, non inquadra lo specchio fino al 73'e impegna davvero Szczesny per la prima volta solo all'86' con Mohamed. La Juve, invece, è padrona, non straripa, ma si stende a piacimento, sfiora il palo con Locatelli e lo colpisce con Kostic: il serbo è lesto a trascinare palla a sinistra mentre De Sciglio, dall'altra parte, dosa la spinta per garantire equilibrio anche se, vista l'inconsistenza francese, basta la collaudata linea a tre brasiliana. «Sono contento della prestazione - analizza Allegri -, non era facile dopo il pari dell'andata. Qui il pubblico spinge molto, anche alla fine sul 3-0 aiutavano la squadra. Abbiamo fatto una buona partita, dopo il raddoppio con il Nantes in dieci abbiamo avuto sicuramente dei vantaggi, detto ciò dobbiamo migliorare la velocità del passaggio ed evitare certi errori tecnici: bisogna togliersi un po' di pigrizia». Eccessi nell'inerzia scontata della sfida, poiché la Juventus, scorrendo i minuti, abbassa naturalmente il ritmo e privilegia la gestione, non corre comunque pericoli e non rinuncia alla ricerca del terzo gol. Lo trova ancora con Di Maria in fondo a un'azione confusa: il pallone colpito di testa è oltre la linea quando Lafont intercetta. Adesso davvero i bianconeri rallentano, non hanno più nulla da chiedere al match e conservano energie pensando al derby di martedì - atteso il rientro di Chiesa, potrebbe tornare tra i convocati Pogba -, il Nantes ne approfitta per guadagnare metri, ma non afferra nemmeno la gioia d'un gol consolatorio: quando Guessand e Blas scovano il varco, prima Alex Sandro e poi Szczesny fanno muro. «Imporsi in trasferta non è mai facile», conclude Allegri, puntualizzando, al di là della sfida, che non bisogna dare nulla per scontato: «Dopo l'eliminazione in Champions sembra che vincere in Europa per la Juve sia una passeggiata: non è così, cercheremo di arrivare in fondo, ma non è matematico». Stamani i sorteggi a Nyon, poi testa al campionato: «Proveremo a consolidare il settimo posto e rubare punti alle squadre che ci precedono», dice. --© RIPRODUZIONE RISERVATA