'Ndrangheta a Volpiano sequestro da 1,2 milioni al boss Domenico Agresta
volpianoLa Guardia di finanza di Torino ha eseguito un decreto di sequestro di beni, su richiesta del Tribunale di Torino, nei confronti di Domenico Agresta, 36 anni , figlio di Antonio, 63 anni, il boss della locale di Volpiano, arrestato nel 2011, nell'ambito dell'operazione Minotauro, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, e tuttora in carcere. Anche Domenico (omonimo e coetaneo di suo cugino collaboratore di giustizia, che è noto però con il soprannome di Micu McDonald) era stato arrestato nel novembre del 2020, nel proseguimento delle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Dda di Torino, per sradicare la mafia in Canavese, e condannato, in via definitiva, per il medesimo reato del padre. Le indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria, hanno riguardato anche il nucleo familiare di Domenico Agresta ed hanno consentito di rilevare una significativa disponibilità di beni, a dispetto degli esigui redditi dichiarati negli ultimi dieci anni, così avvalorando l'ipotesi che lo stesso vivesse abitualmente grazie ai proventi di attività criminali. Il Tribunale di Torino, condividendo gli esiti delle attività svolte dai finanzieri, ha quindi disposto il sequestro di un compendio patrimoniale dal valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro, composto da sei unità immobiliari, una società di noleggio di apparecchiature da intrattenimento, una palestra (a Volpiano), sette auto e numerosi conti correnti. Così il "tesoro" del boss, campione di Crossfit, osannato sui giornali per i suoi risultati sportivi, è finito nelle mani dello Stato. Certo ci sono i tre gradi di giudizio che dovranno confermare o meno il provvedimento di sequestro, ma il colpo alla 'ndrangheta torinese fa sentire il suo peso. L'operazione di servizio si inquadra nella costante azione di contrasto e sequestro dei beni illeciti svolta dalla Guardia di finanza, nella prospettiva di restituire alla collettività le ricchezze accumulate nel tempo dalla criminalità per essere utilizzate a fini sociali. --lydia massia