«Ecco la mia treccia per le parrucche dei pazienti oncologici»

IvreaCristina Tallarico (in foto), eporediese di adozione, 23 anni, una laurea triennale in economia e gestione aziendale conseguita alla Cattolica di Milano, in procinto di conseguire la magistrale, alla Luiss di Roma e un sogno nel cuore da tempo: donare i suoi capelli all'associazione Un angelo per capello, conosciuta a livello nazionale per realizzare e offrire gratuitamente le parrucche inorganiche di capelli sani e non trattati ai pazienti oncologici con difficoltà economiche. L'associazione, costituita nel 2016, è composta da esperti in campo medico, sociologico, psicologico, esperti della comunicazione e della formazione che hanno come unico obiettivo quello di aiutare i pazienti durante il difficile percorso della malattia, è dislocata su tutto il territorio e ha anche stipulato convenzioni con alcuni parrucchieri, ma liberamente si può donare la treccia, come ha deciso di fare Cristina. Infatti, dopo un' apposita procedura di lavaggio e di asciugatura, i capelli vengono raccolti in una treccia lunga minimo 25 cm, stretta da due elastici e con l'aiuto di un operatore si effettua il taglio mantenendo lo stesso verso della treccia. Queste indicazioni sono necessarie per permettere una lavorazione efficiente della parrucca che verrà realizzata successivamente. «Sono una persona sensibile -afferma Cristina Tallarico - e fin da piccola ho cercato di aiutare le persone bisognose facendo ciò che l'età mi permetteva. Sono donatrice di sangue e l'idea di donare i miei capelli a donne malate e in difficoltà economiche, mi riempie il cuore di gioia. Pensare ai miei lunghi capelli che mi hanno fatto sentire bella e sapere che da oggi possono adornare il volto di un'altra donna e farle sentire la stessa emozione, farla sentire bella e apprezzata, mi rende orgogliosa di partecipare e di sostenere questa causa». «Dal mese di giugno - prosegue Tallarico - ho continuato a far crescere i capelli appositamente per raggiungere lo scopo. Ho voluto effettuare il taglio di una treccia di 35 cm, proprio i primi giorni dell'anno, precisamente il 2 gennaio, come buono auspicio per un 2023 in cui la donna che riceverà la mia parrucca potrà continuare la sua battaglia con maggiore sicurezza anche grazie ai miei capelli. Mi auguro che altre ragazze come me, possano sposare questa causa e donare un po' di sè agli altri». Se prima i capelli tagliati venivano gettati via, oggi grazie alla semplicità di un gesto gratuito si trasformano in una forma di aiuto concreto ai bisognosi. --Anastasia Patrelli