Vacanza a Riccione Truffato cascinettese
cascinette d'ivreaQualcuno leggendo potrà obbiettare che in fondo una truffa dove sono stati sottratti duecento euro è ben poca cosa paragonate ad alcune dove le cifre sono maggiori, in questo caso però il vero danno non è tanto economico ma quanto più quello delle vacanze tanto desiderate e poi miseramente sfumate. È quanto accaduto ad uno sventurato cittadino di Cascinette d'Ivrea nel 2018 ed è l'oggetto di un procedimento penale di primo grado terminato lunedì mattina al tribunale di Ivrea con la sentenza di condanna nei confronti di Antonio Esposito, 32 anni di Napoli, difeso dall'avvocato Mario Benedetto del foro di Ivrea. Esposito è stato punito con la pena di quattro mesi e duecento euro di sanzione penale, gli sono state tolte le aggravanti dal contestato reato di truffa (il pubblico ministero aveva chiesto sei mesi e quattrocento euro di condanna). Ma veniamo ai fatti. Nel marzo di quell'anno la vittima del raggiro comincia a riflettere su dove trascorrere le vacanze e come ognuno di noi fa, oramai, da molti anni si affida al web. Dopo aver esplorato diversi siti approda sul ben rinomato Subito.it, portale di annunci che ospita ogni genere di prodotto, incluse anche le case vacanze. Qui trova un annunci, di una fantomatica agenzia immobiliare di Ravenna che offre ad un prezzo stracciato una settimana di vacanza a luglio in appartamento a Riccione. Un'offerta ghiotta che il canavesano non si lascia sfuggire. Prende il cellulare e chiama. E già il primo approccio non è rincuorante, dall'altro capo risponde una persona con un forte accento partenopeo, come ha sottolineato l'avvocato difensore avrebbe dovuto mettere in allerta la vittima, ovvero che l'agenzia poteva non essere di Ravenna. Qualche breve scambio di informazioni e l'affare è fatto, Esposito chiede alla vittima di versare la classica caparra, duecento euro su una carta Postepay. Viene fornito il numero di carta e di lì a poco il dovuto è versato. Passa qualche giorno e il canavesano cerca di ricontattare l' "agenzia" ed Esposito. Niente, squilli a vuoto e segreterie telefoniche. La sensazione di essere stato truffato diventa oramai certezza e alla vittima non resta che denunciare (denuncia avvenuta il 26 aprile del 2018). Per altro si scoprirà poi che l'utenza telefonica era intestata ad un cittadino pakistano. Ma non la Postepay che ha permesso di risalire all'imputato e che gli è valsa la condanna emessa dal giudice Marianna Tiseo lunedì mattina. Al cascinettese la consolazione che giustizia è fatta, anche se le vacanze di quell'anno saranno state certamente viziate da questo raggiro. --v.g.