Ora Gravina detta i tempi sulle seconde squadre: «Due mesi per i termini»
TORINOCon le seconde squadre si riducono i costi della prima, oltre a valorizzare i giovani. In buona sostanza è proprio il presidente dell'unica società di calcio - la Juventus - ad aver con la Nex Gen una squadra in Lega Pro, a parlare di «vero vantaggio economico» derivato dal progetto. Andrea Agnelli tira le somme dopo quattro anni e lo fa durante la tavola rotonda organizzata dalla società bianconera in collaborazione con la Lega Pro all'Allianz Stadium di Torino sul tema "Le seconde squadre in Italia e in Europa, modello per il futuro?" prima del match Next Gen contro il Mantova, giocata davanti a circa 30 mila spettatori, numero record in Serie C (leggi pagine 38, 39 e 40, ndr). Alla tavola rotonda partecipano il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, e il presidente della Lega Serie, A Lorenzo Casini. «La Juventus non è una onlus, non lo fa per le Nazionali - afferma Agnelli - La seconda squadra permette di ridurre i costi della prima. Il vantaggio economico ce l'ho. Non parliamo di innovazione - aggiunge - si tratta di copiare quello che gli altri fanno bene e farlo anche noi». Il passaggio in seconda squadra è utile per la Juventus, «ma anche per la sostenibilità poiché si creano giocatori in casa. Poi si danno giocatori alle Nazionali. Parliamo di Miretti e Fagioli all'esordio, ma anche di 7-8 giocatori in pianta stabile in Under 20». Dal 2018 ad oggi però nessuna società oltre alla Juventus ha aderito al progetto seconde squadre. Ma ora i tempi potrebbero essere maturi: «Ci sono già 3-4 società che sarebbero pronte a entrare con condizioni diverse» rivela Casini, mentre arriva l'ultimatum di Gravina: «Questo non è più il momento delle discussioni - dice il presidente Figc - noi, se vogliamo essere seri sul tema delle seconde squadre, se vogliamo mettere il mondo del calcio, e mi riferisco al calcio d'élite, nelle condizioni di poter decidere in tempi rapidi, entro 60 giorni dobbiamo dare i termini per poter aderire al progetto, se rinviamo questo tipo di possibilità e lo comunichiamo a maggio/giugno stiamo dicendo "non vogliamo le seconde squadre"».Le immagini di questi quattro anni «raccontano una difficoltà iniziale - sottolinea Ghirelli - Bisogna vedere cosa succede anche in altre parti: penso al sistema francese, che li ha portati a vincere il Mondiale. È evidente che serva un altro passo in avanti». --