Processo Platinum Dia Salve le intercettazioni effettuate con il trojan
volpianoSono salve le intercettazioni effettuate con il trojan - il virus informatico che permette agli investigatori di infiltrarsi nei telefonini degli indagati - sui cellulari di Domenico Aspromonte, Mario Vazzana e Gianfranco Violi nel processo Platinum Dia, che si propone di far luce sulle ramificazioni economiche della cosca 'ndranghetista di Volpiano. Il collegio del tribunale di Ivrea, presieduto dalla giudice Stefania Cugge, dopo aver ascoltato il tecnico della procura di Torino sulla procedura di registrazione dei dati, ha deciso di rigettare l'eccezione formulata in origine dall'avvocato di Domenico Aspromonte, Domenico Maio, a cui si sono associate le difese degli altri cinque imputati a processo. Maio sosteneva che le intercettazioni fossero inutilizzabili perché, sulla scorta del caso Palamara, prima del 2019 il dato transitava su server esterni alle procure. Il collegio, però, ha rigettato l'eccezione ritenendo che l'effettivo transito del dato fuori dai locali della procura fosse «meramente tecnico» e che in realtà la registrazione e l'ascolto delle conversazioni avveniva nei locali della procura di Torino. Un eventuale accoglimento avrebbe messo in discussione buona parte delle intercettazioni su cui si basa il processo e avrebbe reso certamente più difficile la sua celebrazione. Il collegio ha però optato per la tesi del pm Valerio Longi, che aveva sostenuto fin dall'inizio la legittimità delle intercettazioni. Il difensore Maio aveva addirittura chiesto di ascoltare il procuratore dell'antimafia Giovanni Melillo, che quando era a capo dell'ufficio giudiziario di Napoli aveva iniziato un'indagine su una presunta frode in pubbliche forniture di Rcs, la società che ha ideato i server su cui transitano i dati delle intercettazioni. Dopo la decisione il tribunale ha ascoltato la testimonianza degli investigatori della Dia che hanno condotto le indagini, che hanno tracciato il quadro dei rapporti tra la famiglia Vazzana e quelle 'ndranghetiste dei Barbaro e dei Marando . --