Rivara, da sei mesi in casa senz'acqua «Come si può vivere in questo modo?»

Viola Configliacco / RivaraDa sei mesi senza acqua in casa per una bolletta dell'acqua spropositata che andrebbe divisa tra i quattro condomini della palazzina di via Barbania. Ma ad abitarci c'è solo più R.M., 58 anni, e i suoi familiari. Per questo, secondo lui, gli altri residenti evitano di affrontare l'annosa questione del pagamento. La richiesta di aiuto«È dal 16 maggio che in casa, dove in questo momento vivono con me anche mia madre e mia sorella, non abbiamo l'acqua, che è stata staccata a tutti i condomini per una bolletta da oltre 20mila euro - spiega - Facciamo la doccia dai parenti, così come le lavatrici, ma i piatti di casa li laviamo con l'acqua delle bottiglie del supermercato o andando a prendere l'acqua con le taniche alle fontane o al cimitero, dove i cittadini si sono anche lamentati che facciamo fare la coda. Stiamo vivendo in una condizione disumana, da cui non sappiamo come uscire, e ci dobbiamo pure sentire disprezzati dai nostri concittadini».Il problema della palazzina, secondo l'ultimo residente rimasto, comincia con il contatore unico: «Qui abbiamo un contatore unico e le utenze sono arrivate con ritardo e intestate al condominio e non ai singoli residenti. Purtroppo questo significa anche che non sappiamo chi sia stato il moroso in questa difficile situazione, proprio come probabilmente non lo sa Smat che gestisce il servizio. Qui, ora, ci vivo soltanto io e per questa ragione gli altri proprietari fanno finta di nulla per evitare di partecipare alle spese. Anche se non si abita in un appartamento, essendo proprietari le spese vanno pagate. Dato che non è stata accettato dall'azienda che io paghi soltanto la mia parte di debito, sarebbe un inizio se Smat chiamasse tutti i proprietari e si arrivasse a un accordo per risolvere questa situazione». Per capire come agire e per riavere l'acqua in casa il residente di via Barbania 8 ha contattato i carabinieri, il sindaco Roberto Andriollo e l'avvocato Danilo Armanni, che sta seguendo l'evolversi della vicenda: «Mi è stato detto che l'acqua è un bene primario, di cui non può essere privato un cittadino e mi è stato consigliato di pagare la mia parte - racconta il condomino. - Così ho cercato di fare, ma mi è stato detto che è necessario pagare una prima rata di 2.500 euro suddivisa tra i quattro appartamenti per poter riavere il riallaccio dell'acqua: o mi accollo i 2.500 euro per intero o pagare la mia parte senza il contributo degli altri non è possibile. Ho anche chiesto di avere un contatore mio, di poter pagare la mia parte di debito e riavere l'acqua, ma per ora non siamo arrivati a una soluzione. Il sindaco mi ha dato il permesso di prendere l'acqua alle fontane pubbliche, ma finora nessuno ha potuto fare di più per darci una mano. E tra poco sarà il momento di accendere i termosifoni, ma senza acqua come ci potremo scaldare? L'inverno ci spaventa, perché al momento non abbiamo idea di come potremo riscaldare la casa». Secondo il residente il problema alla base della maxibolletta sarebbe una perdita d'acqua che arriva fino alle cantine dello stabile: «Avevamo contattato il gestore del servizio per un controllo, mai effettuato, su una perdita copiosa che interessa le cantine della palazzina - racconta il condomino. - Ora l'acqua è staccata, ma dopo che gettiamo l'acqua usata per lavare i piatti negli scarichi le cantine si allagano, dimostrando che un problema di tubazioni c'è e non per il momento è risolto. Probabilmente il costo della bolletta è così alto anche a causa di questa perdita, ma non abbiamo avuto riscontri da parte del gestore per verificare il problema».Il parere dell'avvocatoSecondo Armanni la soluzione potrebbe essere un ricorso d'urgenza, che però il residente non può affrontare economicamente: «L'acqua è un bene primario e di tutti, che non può essere tolto in questo modo, anche se ci sono delle more. In questo momento siamo bloccati e chiediamo l'intervento del sindaco, che è il garante dell'igiene e della salute pubblica. Da sei mesi quest'uomo vive in casa senza acqua e senza che nessuno abbia verificato il problema della perdita. C'è anche un amministratore condominiale, che sostiene che se R.M. vuole il riallaccio deve sobbarcarsi anche i costi degli altri condomini, nonostante vi sia un'utenza unica e non si sappia chi sia il moroso. Inoltre, alcuni costi sarebbero già anche prescritti. L'unica soluzione sarebbe un ricorso d'urgenza per chiedere il riallaccio immediato, ma il residente ora non se lo può economicamente permettere». L'intervento del sindacoIl primo cittadino Andriollo, che ha già accordato al concittadino il benestare del Comune di Rivara per usufruire dell'acqua delle fontane pubbliche, sta cercando di fare la sua parte. «Ho verificato la situazione con Smat e mi sono interfacciato con l'azienda per dare una mano alla famiglia in questione - racconta il sindaco. - C'è la possibilità di andare incontro alle esigenze dello stabile facendo una rateizzazione su un importo ridotto, solo una parte di quello considerato come debito pre-Covid. In questo modo l'importo da rateizzare sarebbe minore. Il primo passo da fare per riavere il riallaccio dell'utenza dell'acqua, però, è quello di pagare tutti i condomini, i quattro proprietari degli appartamenti della palazzina, la loro parte della prima rata da 2.500 euro, che è comune a tutti se c'è un debito nei confronti di Smat. Da quanto mi è stato detto - continua Andriollo -, pagando la prima rata e poi le successive del debito pregresso, il servizio riprenderebbe». --