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L'intervistaAlessandro Di Matteo / ROMALa composizione del governo non sarà un problema, «Già governiamo in Regioni e Comuni e la quadra l'abbiamo sempre trovata». Fabio Rampelli, vice-presidente della Camera e dirigente di Fdi, non è preoccupato per le richieste degli alleati: «Non mi pare una cosa particolarmente difficile mettere d'accordo i partiti della coalizione in base ai pesi elettorali». Fi però ha già chiarito che intende far pesare i suoi seggi e Berlusconi ha detto che sarà il vostro "garante". Una sorta di tutore? «Giorgia Meloni è la presidente dell'Ecr - notoriamente un'organizzazione internazionale - parla varie lingue, è in grado di farsi comprendere senza interpreti e si è fatta ampiamente conoscere e apprezzare al di fuori dei confini nazionali. Io ritengo che Berlusconi sia sicuramente importante per la coalizione, ma anche che Giorgia sia perfettamente in grado di rappresentarsi in maniera efficace al livello internazionale». Riuscirete a vincere la diffidenza di cancellerie e osservatori stranieri? «È l' effetto della caduta di stile del capo del Pd - che per avere un endorsement dall'estero è andato a parlar male della destra italiana. E infatti le testate straniere definiscono Fdi "destra estrema". Questo modo di fare è negativo per l'Italia, non per la destra. Gli italiani sanno che non siamo né duri né estremi, siamo semplicemente la destra». Non pensate che la diffidenza nasca anche da alcune vostre richieste, come quella di cambiare il Pnrr? «Voglio ricordare sommessamente che quando dicevamo che il patto di stabilità era una iattura sembrava che bestemmiassimo, poi è saltato. Davvero siamo convinti che sia efficace il Pnrr fatto prima della guerra? Se c'è uno spazio per aggiornare, o addirittura stabilizzare la formula del Pnrr penso che vada coltivato. Non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare al Pnrr, questo sarebbe grave». La Lega sotto al 10% sta facendo fibrillare il partito, rischia di diventare un fattore di instabilità per il governo? «A noi non piace interferire nelle dinamiche interne degli altri partiti. Non credo ci saranno ripercussioni sul futuro governo di centrodestra». Salvini ha detto che non vede l'ora di tornare al Viminale. Potrà farlo? «Domanda che andrebbe rivolta a Giorgia Meloni, dopo che avesse ricevuto l'incarico a formare il governo da parte del capo dello Stato». Uno dei motivi di allarme in Europa è sui diritti, dopo la frase della Meloni sul "diritto di non abortire". Toccherete la 194? «È partita una caccia al mostro, ma non avrà successo perché non esiste il mostro. Abbiamo puntualizzato che la 194 va applicata interamente. Non toccheremo la 194, cercheremo di applicare anche la prima parte per far sentire la vicinanza dello Stato alle donne che magari vogliono abortire per motivi economici. Finora la 194 è stata usata come contraccettivo, i consultori non sempre hanno fatto quello che potevano fare. E nessuno intende toccare le unioni civili siamo schierati per una lotta senza pregiudizi alla discriminazione verso gli omosessuali. La differenza sta nell'adozione: riteniamo che lo Stato debba consentire al soggetto fragile, il bambino, il diritto di avere un papà e una mamma biologicamente diversi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA