'Ndrangheta, aperto processo alla locale di Volpiano

Andrea Scutellà /volpiano Dopo più di un'ora in camera di consiglio il collegio presieduto dalla giudice Stefania Cugge ha deciso di non scarcerare Domenico Aspromonte, 48 anni, Giuseppe e Mario Vazzana, 57 e 60 anni, accusati dal pm Valerio Longi di essere affiliati della locale della 'ndrangheta di Volpiano e imputati per il processo Platinum a Ivrea. La richiesta è arrivata per un vizio di forma riferito al decreto che dispone il giudizio sollevato dall'avvocato di Giuseppe Vazzana, Giuseppe Caprioli, a cui si sono associate le altre difese. L'ordinanza del tribunale di Ivrea, però, ha stabilito che quello era il modo e il luogo giusto per celebrare il processo. Il pm ha definito l'eccezione «una forzatura, l'invenzione della giornata».Insieme ai tre imputati già citati è a processo anche Antonio Agresta, 62 anni, ritenuto un membro della locale di Volpiano. Domenico Spagnolo, 43enne di Settimo Torinese, è accusato di estorsione con l'aggravante del metodo mafioso per un episodio specifico. Si sono costituiti parti civili i Comuni di Chivasso e Volpiano, attraverso gli avvocati Andrea Castelnuovo e Giulio Calosso, ma per quest'ultimo l'avvocato di Spagnolo, Emanuele Zanalda, aveva chiesto l'esclusione. Anche in questo caso i giudici hanno ritenuto la richiesta infondata. Non si è costituita parte civile, invece, la Regione Piemonte, che solitamente è in prima linea nei processi per associazione mafiosa sul territorio. I giudici hanno stabilito un fitto calendario di otto udienze al 5 aprile 2023. Presentate anche le liste testi, sia del pm che delle difese. In quella dell'avvocato di Giuseppe Vazzana c'è anche il sindaco di Chivasso Claudio Castello, che era stato intercettato con l'imputato, ma che non rientra in nessun modo in questo procedimento. «Prendo atto - spiega l'avvocato Castelnuovo - che nella lista testi di uno degli imputati c'è anche il nome del sindaco, affinché venga sentito come testimone "in merito ai rapporti istituzionali con il Comune". Non si tratta di questione oggetto di alcun capo di imputazione e, se verrà chiamato a testimoniare, il sindaco Castello spiegherà al tribunale con quanto impegno il Comune da lui amministrato si è opposto al fenomeno mafioso sul territorio e illustrerà la trasparenza e la severa imparzialità con cui il Comune ha sempre trattato il signor Giuseppe Vazzana, per le pratiche amministrative di suo interesse».L'ultimo imputato è Paolo Busso, 54enne, difeso dall'avvocata Gabriella Vogliotti, accusato di abuso d'ufficio, perché come agente di polizia municipale del Comune di Volpiano avrebbe tolto alcune contravvenzioni a Giuseppe Vazzana. Inoltre avrebbe utilizzato il sistema informatico del Comune, ingannando un'operatrice abilitata, per verificare un indirizzo chiesto urgentemente da Giuseppe Vazzana, comunicandoglielo subito dopo. La prossima udienza si terrà il 10 novembre. --