«C'è un'ambigua cooperazione politica con un Paese estraneo alle nostre alleanze»

Niccolò Carratelli /Roma Da tempo Enrico Borghi aspetta il momento in cui Matteo Salvini si deciderà a «chiarire una volta per tutte la reale natura dei suoi rapporti con la Russia». Deputato e responsabile delle politiche per la sicurezza del Pd, componente del Copasir, il comitato parlamentare chiamato a vigilare sull'operato dei nostri servizi segreti, Borghi sottolinea la non smentita da parte di Salvini: «Di fronte a uno scenario inquietante, anziché replicare nel merito, rispetto a quello che avete scritto, lui ha detto che comunque bisogna mantenere buoni rapporti con Putin. Ecco il punto è proprio è questo». I legami della Lega con Mosca non li scopriamo oggi, ma qui c'è di più...«In effetti sappiamo già tutto: foto, video, contatti, biglietti aerei per il viaggio poi annullato. Fatti confermati dalla stessa ambasciata russa. La realtà è che Salvini e la Lega hanno in piedi un'ambigua cooperazione politica con i vertici di un Paese straniero, che non fa parte del nostro sistema di alleanze e di difesa ed è responsabile di un attacco bellico contro uno Stato sovrano, le cui drammatiche conseguenze stanno producendo danni economici e geopolitici anche all'Italia. Loro hanno sempre esaltato, sostenuto e giustificato Putin. E non parlo solo della Lega». Anche Berlusconi, certo, mentre Meloni ora cerca di assumere un profilo più atlantico, o no? «Registro che anche da Fratelli d'Italia hanno detto che c'è bisogno di fare chiarezza su questa vicenda. Ma non se la possono cavare così, perché con gli amici di Putin si stanno presentando in coalizione davanti agli italiani. Se vincono loro, prenderanno ordini da Mosca, danneggiando il nostro Paese, l'Europa e l'Occidente». Come Pd avete chiesto che il Copasir si occupi di questa vicenda: ma cosa può fare in concreto il Comitato? «Il Copasir si occupa di sicurezza della Repubblica ed è la sede istituzionale per affrontare e approfondire queste tematiche, per cui è giusto che sia in quel contesto che si entri nel merito, nonostante il poco tempo rimasto a disposizione. Sapendo, come ha detto il presidente Urso, che dobbiamo tutelare il Copasir ed evitare che diventi strumento di campagna elettorale». Il Copasir si è occupato a più riprese delle ingerenze russe nel nostro sistema di informazione, ora c'è il rischio di inquinamento della campagna elettorale? «È un rischio oggettivo, quasi una certezza: ci saranno tentativi esterni di influenzare l'opinione pubblica in una fase così delicata per la nostra democrazia. Del resto, lo abbiamo visto in Gran Bretagna al referendum sulla Brexit, poi alle presidenziali americane o alle elezioni in Spagna. Dobbiamo esserne tutti consapevoli per poterci difendere». Come? «Serve un sussulto di autoregolamentazione dei nostri organi interni, a cominciare dall'AgCom. Poi è necessaria un'assunzione di responsabilità da parte dei singoli partiti: dobbiamo tutti impegnarci a non usare l'acqua velenosa della disinformazione straniera. Chi è davvero un patriota, deve impegnarsi davanti agli italiani a scacciare i tentativi di ingerenza e a garantire un sano dibattito pubblico e una corretta campagna elettorale». -© RIPRODUZIONE RISERVATA