Dagli Usa a Ivrea per un ritrovo sotto il segno della Olivetti
IVREASi è ritrovata alla Società Canottieri Sirio eletta schiera del gotha olivettiano superstite (Alberto Pichi, Luigi Pescarmona, Ugo Panerai, Mauro Achilluzzi, Nico Osella, Emilio Torri, Ottaviano Autelli e Bruno Lamborghini), insieme alla presidente dell'associazione Spille d'Oro, Laura Salvetti, olivettiana di cuore e per via ereditaria, quale pronipote di Natale Capellaro, per incontrare Salomon Suwalsky, amico e collega venuto appositamente dagli Stati Uniti per riunirsi a loro: un incontro conviviale molto gradevole che ha permesso di ricordare fatti ed avvenimenti nei quali ciascuno, relativamente al settore in cui si è mosso, ha contribuito a costruire un pezzo di storia dell'azienda. Per l'occasione, Nico Osella, autore del fortunato Una vita in Olivetti (Bolognino Editore, 2018), libro in cui ha raccontato la sua importante carriera lunga oltre mezzo secolo, si è fatto estemporaneo cronista per narrare la giornata sulla riva del Sirio: «Sono passati più di trent'anni, ma lo spirito che ci univa è rimasto intatto e questo è emerso dall'incontro con Salomon, tornato a rivedere Ivrea e la Olivetti che per lui ha rappresentato la rinascita della speranza dopo una esperienza drammatica nel paese in cui risiedeva e lavorava, il Cile». «Tutto ebbe inizio nel 1973, - ricorda Osella - in seguito al golpe del generale Augusto Pinochet, che trasformò la democrazia di Salvador Allende in una dittatura militare. Pinochet, conquistato il potere, avviò immediatamente radicali cambiamenti sociali ed economici, sciogliendo i partiti politici ed adottando una politica liberista e nazionalista. Come conseguenza di queste misure il nostro Salomon, che nel periodo in cui governava Allende era diventato amministratore delegato di Entel Chile, ente nazionale delle telecomunicazioni equivalente a Telecom Italia, fu costretto ad abbandonare il Paese e a riparare all'estero». «Nel 1974, - continua - grazie alla sua amicizia con il direttore della Olivetti Canada, trovò rifugio e nuove prospettive di lavoro alla consociata. Nei quattro anni che trascorse a Toronto divenne responsabile del Reparto Sistemi e questo incarico rappresentò per lui il trampolino di lancio per la sua futura carriera, tutta olivettiana, che lo porterà a dirigere le consociate di Norvegia e Israele per ritornare poi alla responsabilità della Olivetti Canada. Nel 1993, sarà promosso responsabile della Olivetti North America e tale restò fino al 2003, quando, in seguito alle note vicissitudini del Gruppo di Ivrea, gli verrà chiesto di acquistare, con un gruppo di investitori, la Olivetti North America che allora controllava, oltre agli Stati Uniti, anche Canada, Messico, Centro America e Brasile. Quale nuovo proprietario, Suwalsky, non potendo usare il nome Olivetti, gestì la nuova società con il nome di Royal, già consociata americana dell'Olivetti, diventandone il presidente e restandone al timone fino ai giorni nostri». «Il gruppo di colleghi che lo ha accolto alla Canottieri Sirio, - conclude Osella - era formato da persone legate a lui dalla condivisione dell'esperienza intercorsa tra la sede di Ivrea e le consociate nelle quali Salomon operava. Il periodo che abbiamo evocato nei ricordi che hanno animato la conversazione, è stato, principalmente, quello tra gli anni '60 e '90, epoca in cui la Olivetti raggiunse le più alte posizioni sul mercato dell'Informatica». La presidente Salvetti ha rivolto all'ospite americano parole di benvenuto e di ringraziamento per la sua dedizione all'Olivetti alla quale, nonostante l'età, continua a dedicare il suo impegno. Salomon Suwalsky ha recato con sé una copia della versione inglese, riveduta e corretta, del libro di Nico Osella, A lifetime in Olivetti, di cui ha curato la stampa e la distribuzione negli Stati Uniti. Libro che ha definito «a very interesting and beautifully written memory», una testimonianza molto interessante e ben scritta, del Gruppo, dei valori di Adriano Olivetti e della città di Ivrea dove tutto ha avuto origine. --FRANCO FARNÈ