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il reportageINVIATO A KIEVAssume i contorni del giallo l'uccisione di Oksana Baulina, la giornalista russa morta nel corso dei bombardamenti a Kiev, mentre le truppe di Zelensky riconquistano terreno e sigillano la città di Irpin. Baulina era in Ucraina da corrispondente del sito l'Insider, quando è stata uccisa stava filmando la distruzione provocata dal lancio di razzi nel centro commerciale di Podil e in precedenza aveva già firmato vari reportage da Leopoli e Kiev. Con lei è morto un altro civile, e sono rimaste ferite altre due persone che l'accompagnavano. Mercoledì pomeriggio, la donna era nel parcheggio di Retroville, a 13 chilometri dal centro della città, quando l'automobile bianca in cui si trovava è saltata in aria, probabilmente colpita da un missile di Vladimir Putin. Era andata lì, sembra, per ricostruire l'attacco che la notte tra domenica e lunedì aveva causato la distruzione di una parte del centro commerciale e la morte di almeno otto persone. La reporter è la settima operatrice dell'informazione a perdere la vita nell'invasione, ma a differenza delle precedenti morti, quella di questa donna di nazionalità russa sembra offrire altre letture legate a implicazioni politiche. Da una ricognizione sul punto dell'impatto, dove ancora ieri sera si trovava la carcassa della vettura recintata alla buona, si nota come il razzo abbia centrato il veicolo con elevata precisione. Gli altri veicoli nelle vicinanze hanno riportato danni ma non rilevanti, secondo alcuni testimoni e in base a quanto constatato in presa diretta. L'obiettivo insomma sembrerebbe essere stato cercato, sebbene su questo non vi siano altri elementi se non il sopralluogo effettuato anche da altri media come il «Clarin». Il quale pone l'interrogativo «attacco o esecuzione?».La seconda ipotesi si basa sull'assunto che Oksana fosse un personaggio scomodo per i russi. The Insider è uno dei media dichiarati «agente straniero» dal governo di Putin anche perché riceve finanziamenti dall'estero. E prima la reporter aveva lavorato come produttrice per il Fondo anti-corruzione di Alexei Navalny, principale oppositore di Vladimir Putin, condannato martedì a nove anni di reclusione, che si vanno ad aggiungere a quelli che sta già scontando. Nelle ultime ore sono emerse diverse ipotesi tutte da verificare. La prima, riportata dallo stesso «Clarin», è che l'auto «non sembrava essere stata colpita da un missile, ma piuttosto distrutta da una detonazione. Oltre a esserci fori di proiettile in un vetro e anche in un'altra delle auto intorno». Alcuni parlano invece di un attacco di droni, perché missili lanciati da lunghe distanze «non possono essere così chirurgicamente precisi». Fonti del governo ucraino «lasciano trapelare l'ipotesi di agenti russi (o addirittura ceceni) sul terreno», mentre da direzioni opposte arriva l'ipotesi della teoria cospirativa per demonizzare i russi stessi.Ad ora - ripetiamo - non ci sono elementi a suffragio di qualsivoglia tesi se non la precisione con cui è stata colpita la vettura nel piazzale di Retroville. Alle spalle del quale, verso Irpin, ieri si è consumata un'aspra battaglia che ha oscurato il cielo con nubi di fumo nero, e alternando ai colpi di artiglieria, mortai e razzi, quelli di mitragliatrici e raffiche di Ak-47, a conferma di come non solo gli scontri siano meno periferici, ma che la distanza tra le due compagini si sia accorciata tanto da affrontarsi anche sul terreno. Intanto, le forze di resistenza hanno provveduto a sigillare Irpin - dove la distruzione è sempre più evidente - dalla periferia ovest di Kiev creando una sorta di bolla entro la quale hanno messo a segno alcuni risultati di rilievo, dopo la riconquista di Makariv. «L'80% della cittadina è stata liberata», sostiene il consigliere del ministero dell'Interno, Vadym Denysenko, precisando che «la polizia è al lavoro nella città». Sempre nella capitale, dall'inizio dell'invasione, sono morti 78 abitanti, di cui 4 bambini, e sono state ferite 300 persone. Il portavoce del ministero della Difesa, Oleksander Motuzyanyk, ha dichiarato che le forze russe non hanno abbastanza risorse per proseguire l'offensiva. In generale la campagna militare in Ucraina ha mostrato scarsi progressi nel giorno del compimento del mese di ostilità e le forze di Kiev hanno guadagnato terreno in diversi settori del Paese. Successi anche sul mare quelli della resistenza: una grande nave russa è stata distrutta nel porto occupato di Berdyansk, nel sud-est dell'Ucraina, sul mare di Azov a circa 70 km a sudovest di Mariupol. Mosca però non molla la presa e prepara la seconda fase che vedrebbe rinforzi militari in Bielorussia e Crimea per irrobustire la sua offensiva, con l'obiettivo di circondare Kiev e occupare interamente le regioni di Donetsk e Luhansk, nel Donbass. I bilanci misurati dall'una e dall'altra parte devono essere maneggiati con assoluta cautela, ma lo stallo nella fase attuale si legge ad occhio nudo. Sempre ieri, per ordine del presidente Volodymyr Zelensky, c'è stato il primo scambio di prigionieri di guerra. L'Ucraina ha scambiato dieci russi catturati con dieci dei suoi militari. I russi hanno anche portato via undici marinai civili salvati dall'esercito ucraino dopo l'affondamento della nave stamattina vicino a Odessa. Un lampo di umanità in un conflitto dalle regole fluide, imprecise, oscurate dal cielo reso plumbeo dai cannoni, come quello di Kiev, bagnato ieri dalla pioggia che mancava da giorni, come se la capitale avesse voluto piangere il suo primo mese di guerra. --© RIPRODUZIONE RISERVATA