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Il casoSi stringe la morsa di Vladimir Putin su Alexei Navalny, il più acerrimo e noto oppositore dello zar. Un tribunale russo gli ha inflitto ieri una nuova condanna a nove anni di «carcere duro» dopo averlo giudicato colpevole di «frode su vasta scala». Poco dopo la lettura della sentenza, la polizia ha arrestato per alcune ore anche i suoi due avvocati, prelevandoli mentre parlavano con i giornalisti fuori dall'aula di tribunale improvvisata nel carcere di Pokrov, vicino Mosca, dove il dissidente è recluso. «Putin ha paura della verità» e pertanto «combattere la censura, rivelare la verità al popolo russo, rimane la nostra priorità», ha commentato Alexei a caldo in un post su Instagram. Per Navalny, 45 anni, si tratta dell'ennesima batosta. Da oltre un anno è dietro le sbarre, dopo esser stato arrestato nel febbraio 2021 appena rientrato a Mosca da Berlino, dove aveva trascorso diversi mesi in ospedale per riprendersi dall'avvelenamento con l'agente nervino Novichok, un avvelenamento che l'oppositore e l'Occidente attribuiscono ai servizi di sicurezza russi su mandato diretto di Putin. La sentenza è stata condannata con fermezza dagli Usa che tramite il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price, hanno chiesto «l'immediato rilascio» di Navalny. --