Freno ai cambi di casacca in Parlamento la Camera dei deputati ripensa il regolamento

Contrastare l'eccesso di cambi di casacca in Parlamento. È l'obiettivo della proposta di modifica al regolamento della Camera presentata alla Giunta dai relatori Baldelli (FI) e Fiano (Pd), che puntano a condividere il proprio lavoro con i colleghi del Senato - a loro volta vicini a varare una riforma nella stessa direzione - per avviare la discussione sul testo a inizio marzo. In base all'intervento più significativo, vicepresidenti e segretari della Camera che cambiano Gruppo decadono dall'incarico, a meno che si tratti di scioglimento o fusione con altri Gruppi parlamentari. Viene inoltre codificata la prassi per cui cessano dalla carica i componenti dell'Ufficio di Presidenza chiamati a far parte del Governo. Le riforme dei regolamenti delle due Camere sono da tempo allo studio, per adeguare la composizione dei gruppi - (passerà da 20 a 14 il numero minimo di deputati, da 10 a 7 per il Misto) e delle commissioni, nonché i quorum - al taglio dei parlamentari, in vigore dalle prossime elezioni. Sono arrivati da vari partiti input per intervenire sul fenomeno del "trasformismo", che in questa legislatura ha fatto registrare oltre 280 cambi di casacca, con un'emorragia in particolare dal gruppo del M5s e una crescita esponenziale del gruppo Misto, diventato «un paradiso a cui tendere», per dirla con il segretario del Pd, Enrico Letta. In particolare sul Misto incideranno alcune delle novità in esame, disincentivi in generale ai gruppi parlamentari che ora aumentano le proprie risorse attirando una manciata di deputati. Lo stanziamento finanziario destinato annualmente dalla Camera ai Gruppi verrà ripartito non più solo in base al numero di componenti: un quarto sarà diviso in misura uguale tra i Gruppi e per la restante parte in misura proporzionale alla loro consistenza numerica a inizio legislatura. --