Sarà aperta la strada alla dolce morte assistita Oggi è previsto il carcere

Il referendum sull'eutanasia legale propone di modificare l'articolo 579 del Codice penale, relativo all' "omicidio del consenziente". Punta a eliminare alcune parti del testo, in modo da rendere legittimo l'operato del medico che somministra un farmaco letale a un paziente o lo prepara per l'assunzione autonoma da parte dell'interessato. Ad oggi, questa azione viene punita con il carcere da 6 a 15 anni. Se vincesse il sì, l'eutanasia attiva potrà essere consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e sul testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla sentenza della Corte costituzionale sul "caso Cappato": il paziente richiedente deve essere tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitali e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze insopportabili, oltre che pienamente capace di prendere una decisione libera e consapevole. L'eutanasia rimarrà sempre un reato, equiparato all'omicidio, se commessa contro una persona incapace di intendere e volere o il cui consenso sia stato estorto con la violenza oppure contro un minore di 18 anni. Il referendum è stato promosso dall'Associazione Luca Coscioni e dal Partito Radicale, sostenuto da +Europa e da Sinistra Italiana. Tra i principali partiti, quelli di centrodestra sono schierati nettamente contro, mentre nel centrosinistra regna una certa ambiguità: né il Partito democrtico né il Movimento Cinquestelle hanno ancora preso una posizione chiara e ufficiale sulla questione, salvo le dichiarazioni fatte da singoli esponenti. «Per loro si porrebbe un problema politico - dice il deputato di +Europa, Riccardo Magi - sarebbe un esame di maturità, in particolare per il Pd». -- Nic.Car. © RIPRODUZIONE RISERVATA