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BORGOFRANCO D'IVREAFausto Francisca, sindaco di Borgofranco d'Ivrea, vince il ricorso per il Bacino imbrifero montano della Dora Baltea. Il Tribunale delle Acque ha condannato il Bim e i quattro comuni di Burolo, Bollengo, Chiaverano e Lessolo a pagare tutte le spese a Borgofranco. Alla fine Francisca aveva ragione, o almeno è quello che la sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma (Tsap) gli ha riconosciuto il 19 gennaio scorso.Il Bim, Bacino imbrifero montano, ovvero l'ente che gestisce i sovracanoni che le centrali idroelettriche devono ai territori per lo sfruttamento delle acque montane, presieduto dalla sindaca di Settimo Vittone Sabrina Noro, è stato condannato a rifondere 4.000 euro di spese legali, mentre i Comuni di Burolo, Bollengo, Chiaverano e Lessolo, che si erano opposti insieme al Bim ai ricorsi presentati da Francisca, dovranno dividersi in parti uguali la somma di duemila euro di spese legali a favore di Borgofranco. Più del risarcimento delle spese, però, per il primo cittadino di Borgofranco è la soddisfazione di veder riconosciute le sue ragioni in una causa che ha avuto origine nel 2019. «La materia è complessa - spiega Francisca - 23 Comuni, dalla Valchiusella alla Serra, passando per l'Eporediese e la Pedanea, costituiscono il Bim della Dora Baltea Canavesana (esiste anche il Bim Dora Baltea della parte valdostana ndr) così come deciso da una legge del '56. Questi comuni si dovrebbero spartire, in base a parametri di legge, quasi 2 milioni all'ano, costituiti dai sovracanoni che le aziende energetiche pagano come compensazione per la presenza delle centrali idroelettriche e l'uso delle acque della zona montana». «Nel 2012 - continua - è cambiata la legge per la spartizione di questi fondi. Chiaramente cambiava la quota di ogni comune, qualcuno ci guadagnava altri ci perdevano. Chi gestiva il Bim, però, ha deciso di continuare a suddividere le quote con il vecchio sistema ignorando i cambiamenti imposti dalla legge 228/12. Io li avevo avvertiti che avrebbero dovuto adeguarsi, ma non lo hanno fatto. Hanno proseguito e io mi sono trovato costretto a fare ricorso. Borgofranco, infatti, era tra i comuni che ci guadagnava dal nuovo riparto passando da 44mila a 159mila all'anno, ma non siamo i soli. Perché avrei dovuto fare perdere queste risorse al mio paese? Non è solo una questione di riparto dei fondi, ma anche della rappresentanza dei delegati dei comuni nell'assemblea che in base alla legge cambiava. Per me questa sentenza è storica, mi dà ragione, ma ancora di più obbliga il Bim ad adeguarsi e a rifare i conti». Da parte del Bim Dora Baltea, la decisione dei magistrati ha lasciato esterrefatti. «La sentenza del Tribunale delle Acque ci ha colti di sorpresa - dichiara Sabrina Noro, presidente Bim e sindaca di Settimo Vittone -. Credo che non abbiano interpretato correttamente i documenti a disposizione, diversamente non mi so spiegare. Nei prossimi giorni ci consulteremo con i legali, ma anche con Federbim, l'Associazione nazionale dei Bim, i loro legali e con l'assemblea del consorzio prima di decidere ulteriori azioni». --Valerio Grosso