Sulle proprietà confiscate al boss Iaria dibattito acceso e nuovi scambi di accuse

CUORGNÈ Non accennano a smorzarsi i toni attorno all'acquisizione a titolo gratuito da parte del Comune degli immobili confiscati alla criminalità organizzata, una villa e tre appartamenti di proprietà del boss dell'ndrangheta Giovanni Iaria, scomparso nel 2013, ubicati in via Salgari. In prima istanza, il consiglio comunale con i voti favorevoli della maggioranza guidata dalla neo sindaca Giovanna Cresto, l'astensione dei Moderati e indipendenti e il voto contrario di Cuorgnè c'è, ha espresso parere contrario al passaggio di proprietà alla municipalità ritenendo troppo onerosa per le casse comunali la riconversione di tali immobili a fini sociali - istituzionali. Poi, durante la Conferenza dei servizi del 17 novembre, il nuovo prefetto di Torino, Raffaele Ruberto, si è impegnato personalmente a porre in essere azioni di ricerca dei possibili fondi con cui realizzare le opere necessarie per la riconversione e a proporre in un'ottica di condivisione e collaborazione possibili progetti di utilizzo per evitare che il Comune si «chiamasse fuori» in modo definitivo. A fronte dell'appello del prefetto, la prima cittadina cuorgnatese ha manifestato la disponibilità «ad intervenire agli incontri al fine di valutare, congiuntamente agli stessi prefetto, Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e demanio, le soluzioni perseguibili nell'interesse della collettività».Il più critico nei confronti della posizione assunta dall'esecutivo Cresto già in sede di consiglio comunale e, poi, sui social, è stato il capogruppo della minoranza di Cuorgnè c'è, Davide Pieruccini, che ora torna ad attaccare la nuova amministrazione. «Una tale figura istituzionale a livello nazionale sarebbe stata evitabile se in consiglio comunale si fosse approvato quanto richiesto da Cuorgnè c'è e da Libera, per poi presentarsi all'incontro di mercoledì pretendendo ogni supporto possibile da parte dello Stato - affermano Pieruccini e la collega Lidia Perotti -. È stata inviata ai capigruppo una nota di aggiornamento in merito all'incontro, all'interno di questa comunicazione ufficiale inviata dal sindaco abbiamo appreso l'invito ad "evitare un uso distorto dello strumento dei social soprattutto su temi tanto delicati e dei quali sarebbe bene discutere nelle sedi opportune anziché fornire ai cittadini informazioni tendenziose e parziali''. Francamente riteniamo che non sia tra i doveri del sindaco il controllo delle nostre attività social. Noi agiamo nel rispetto delle regole e siamo pronti ad accettare critiche costruttive, ma non possiamo accettare intimidazioni simili».«Qualora gli impegni del prefetto assumano le caratteristiche della formalità e della sostanzialità - rimarcano i consiglieri dei Moderati e indipendenti, Danilo Armanni e Giancarlo Vacca Cavalot -, nulla osta ad una revisione della deliberazione assunta in merito alla manifestazione di interesse all'acquisizione degli immobili confiscati». --chiara cortese