A Donnas l'associazione valdostana olivicoltori «Grande l'interesse»
DONNASAi più risulta difficile associare la coltivazione dell'olivo con l'immaginario più classico che da sempre identifica la Valle d'Aosta e il suo territorio: le montagne, le vallate incontaminate, i ghiacciai.Eppure la piccola regione alpina dice la sua anche in questo particolare ambito che, anche se di nicchia, si sta ritagliando uno spazio di sempre maggiore rilievo. La determinazione di chi ama e si occupa da tempo di olivicoltura è sfociata lo scorso settembre nella costituzione dell'Associazione valdostana olivicoltori (Avo) cui hanno già aderito più di 150 piccoli produttori di tutta la regione. La sede si trova a Donnas, riviera della Bassa Valle per antonomasia grazie al suo clima mite, dove la montagna non è fatta solo di asperità ma anche di declivi e terrazzamenti in cui vigneti e oliveti convivono come nei più tradizionali paesaggi mediterranei.A guidare l'associazione è Dario Martinelli, di Donnas, con trent'anni di esperienza nella cura degli ulivi alle spalle: «Vogliamo che cresca la consapevolezza dell'esistenza di questa realtà produttiva e per farlo intendiamo fornire supporto tecnico agli olivicoltori, istituire percorsi di formazione, avviare sperimentazioni e collaborare con l'Institut agricole régional - spiega Dario Martinelli -. E' importante fornire ai soci una guida e un supporto nelle attività quotidiane, a partire dalla scelta delle piantine da acquistare. Vogliamo promuovere una cultura della coltivazione dell'olivo in Valle». Con un obiettivo importante da conseguire nel medio termine: «Vogliamo realizzare un frantoio a Donnas - evidenzia Martinelli -. Abbiamo coinvolto il Comune e la Regione e abbiamo avuto la loro attenzione; l'amministrazione comunale di Donnas si è già attivata per individuare un sito idoneo. La collaborazione con i frantoi di Settimo Vittone e Vialfré, in Canavese, sarà importante e di fatto già esiste».La futura costruzione di un frantoio tutto valdostano rappresenterebbe un punto di snodo importante per consolidare l'intera filiera che in Valle vanta una storia e una tradizione antiche. I numeri anche se piccoli sono significativi: In Valle d'Aosta - in gran parte in Bassa Valle ma anche nel piccolo Comune di Saint-Denis - si contano 3.500 piante d'ulivo per una produzione che si aggira sui 40 quintali di olio, destinati al consumo familiare. E il numero di soci è in crescita: «Dopo la presentazione l'interesse è stato alto - conclude - e abbiamo raccolto nuove adesioni anche di giovanissimi». --A.A.