Dino Perego, l'educatore che studiava il gioco

IVREA L'associazione Archivio storico Olivetti, in collaborazione con la famiglia in particolare la figlia Maria Teresa, residente a Vialfrè con il marito Carlo Pollio, presidente della Pro loco vialfredese, sta pensando in questo 2021 iniziative, a partire dai documenti conservati nell'archivio e nella biblioteca, per ricordare e valorizzare la figura di Dino Perego, a 100 anni dalla nascita. Dino Perego, educatore nato a Stradella nel 1921, con un lungo impegno educativo formativo e sociale, viene ricordato tra l'altro per la vicinanza con Adriano Olivetti, dal quale nel 1955 fu chiamato per collaborare alle attività del Movimento di Comunità. Arrivato a Ivrea dopo l'esperienza da giornalista all'Arena di Verona, come educatore alla Comunità di Nomadelfia (Grosseto), Dino Perego si fece subito notare per il suo impegno professionale e nel 1957 assunse l'incarico di responsabile del (Csro) Centro relazioni sociali Olivetti, lanciando programmi educativi, scolastici, sociali e assistenziali sul territorio. Nel 1961 fondò il Comitato italiano per il gioco infantile (Cigi) del quale divenne segretario generale ed in quella veste divenne vicepresidente e membro di importanti associazioni internazionali come International council for children play e dell'Union international de protetion de l'enfance. Nel 1969, anno Internazionale del bambino, Dino Perego entrò nella Commissione nazionale eletto dalla Consulta degli organismi non governativi in rappresentanza degli esperti, nel primo decennale della Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo. Dal 1971 Dino Perego fu docente all'Università di Roma, facoltà di Magistero dove insegnò Tecniche educative ed organizzative di Comunità. Nel 1983 partecipò al seminario organizzato dai Servizi culturali Olivetti con l'assessorato alla pubblica istruzione del Comune di Ivrea: "Olivetti Infanzia, famiglia e società". Dino Perego, scomparso a 63 anni a Torino nel febbraio 1984, lasciò incompiuti molti suoi lavori e progetti e, come tiene a sottolineare ora la figlia Maria Teresa «privò i bambini italiani di un paladino dei loro diritti». «Nella sua attività professionale - evidenzia ancora la figlia - focalizzò la sua attenzione sull'importanza del gioco nella vita del fanciullo, non come un piacere fine a se stesso ma come mezzo educativo insostituibile. Introdusse il gioco in ospedale, sviluppò l'importanza del gioco nel bambino disabile ed aprì ludoteche». La figura di Dino Perego è stata ricordata più volte: il 6 novembre 1989, nell'ambito del convegno di studio sul gioco e l'animazione, con la presentazione del Progetto Polveriera. Nel 1991, la città di Ivrea, con Cigi, Servizi culturali e servizi per l'infanzia Olivetti istituirono il Premio Dino Perego, assegnato la prima volta nel 1993, destinato alle tesi di laurea e progetti pedagogici sul tema del gioco infantile. --Sandro Ronchetti