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AGLIÈ Un anno fa, alla casa di riposo Villa Sant'Anna di Agliè, si festeggiava l'ennesimo compleanno centenario. A tagliare il prestigioso traguardo, Antonio Ferrera, un arzillo nonno di Baio Dora, frazione di Borgofranco d'Ivrea. Un avvenimento del genere avrebbe meritato una cornice speciale, ma l'emergenza da Covid - 19 aveva costretto, prudentemente, a rinunciare alla presenza in struttura di coloro che avrebbero avuto piacere di congratularsi col signor Antonio. Tanti, per la verità, e non erano mancati, alla fine, gli auguri dei "suoi" Alpini (Borgofranco e Loranzè), del Pifferi di Baio Dora e del Coro Baiolese, della Polisportiva e dell'Unione sportiva calcio del centro dell'Eporediese, mentre per l'amministrazione comunale era riuscito a presenziare il sindaco, Fausto Francisca.Un anno dopo, a questa festa mancata si è rimediato, e per i 101 anni di Antonio Ferrera di feste ce ne sono state addirittura due: la prima, in famiglia, con la figlia Daniela, nipoti e pronipoti, e la seconda a Villa Sant'Anna dove piccole rappresentanze dei gruppi citati, per evitare assembramenti, sono convenuti rinnovando al signor Antonio tutto l'affetto che la popolazione di Baio Doro nutre nei confronti di un uomo che può fregiarsi di un prestigioso riconoscimento: quello attribuitogli Il 29 giugno 1985, dall'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, ovvero il diploma d'onore di combattente per la libertà d'Italia 1943-1945. Ferrera, infatti, dopo aver partecipato in prima persona alle terribili vicende della Seconda Guerra Mondiale sul fronte jugoslavo fino al 3 marzo 1943, rientrato in Italia aderì alla lotta partigiana tra le fila delle formazioni della 183ª brigata Garibaldi con il nome di battaglia di "Galletto". Giustizia, amore per la libertà, rispetto degli altri, oltre ai valori della famiglia e del lavoro i suoi principi guida. Ieri, come oggi. --m.m.