Mentre il Pd rilancia l'obbligo vaccinale Draghi resta freddo

Carlo Bertini / Roma«Forse bisogna arrivare all'extrema ratio del vaccino obbligatorio», ammette Enrico Letta. Senza voler mettersi in contrasto col premier, ma lasciando cadere lì una frase potenzialmente esplosiva. Dopo quello che è successo, dopo la violenza contro il Green Pass, che andrà esibito per entrare nei luoghi di lavoro dal 15 ottobre, c'è dunque chi torna a ventilare l'obbligo vaccinale. E sotto la cenere cova la polemica.La richiesta del Pd ancora non è un pressing, trova freddi i membri del governo, in primis il premier, ma non tutti i partiti. Se ne era parlato anche un mese fa, stavolta però Letta entra con i piedi nel piatto rilanciando l'obbligo vaccinale. Stessa posizione ha Forza Italia ed è questo l'inedito asse. Tre partiti a favore, Pd, Italia Viva e Forza Italia. Leu di Roberto Speranza disponibile, M5S di Giuseppe Conte incerto ma possibilista. FdI e Lega contrari. Questa la geografia parlamentare nel caso la questione finisse in aula. Per ora non la porterà avanti nessuno, ben sapendo che Draghi frenerebbe. Ma il tema spacca la maggioranza di governo.«Bisogna accompagnare questa fase - dice Letta riferendosi al giro di boa dell'obbligo del Green Pass dal 15 ottobre - perché i primi giorni e le prime settimane vanno gestiti con buonsenso. Se non è possibile gestirli, allora forse bisognerà finire all'extrema ratio, ovvero l'obbligo vaccinale». Il segretario del Pd ne aveva già parlato il 18 luglio alla festa dell'Unità: se non ci fossero problemi di approvvigionamento e di applicazione della norma, avrebbe chiesto subito formalmente di rendere obbligatoria la somministrazione. Ora, considerato che per il Pd prevalgono le ragioni della sanità e dell'economia nazionale, è arrivato il momento. I Dem sanno che l'approvvigionamento dipende dal rapporto tra l'Europa e le agenzie come l'Ema, che oltre a sdoganare il vaccino obbligatorio, dovrebbe garantire che vi siano scorte sufficienti. E poi resterebbe il grande problema di riuscire ad obbligare i no vax a farsi inoculare, tanto che in camera caritatis un ministro ammette che la norma «sarebbe inapplicabile» e che per questo nel governo non se ne parla. «Vogliamo vedere come evolve la situazione e poi essere pronti a intervenire laddove si rendesse necessario», spiega un ministro di centrodestra.Forza Italia ha sempre tenuto questa posizione: se non si riesce a garantire la soglia di immunità che consente di vivere normalmente, l'obbligo di vaccino va valutato come extrema ratio. Ma per ora la campagna vaccinale prosegue bene. I Cinque Stelle sono divisi come al solito: alcuni più favorevoli, altri meno. «Il Green Pass è una modalità meno invasiva rispetto all'obbligo, dobbiamo continuare con lo strumento che abbiamo a disposizione». Insomma, il tema torna scottante ad una settimana dal Green Pass obbligatorio per lavorare, intanto Andrea Orlando annuncia che «ci sarà un incontro tecnico tra i ministeri della Sanità e del Lavoro per definire gli elementi che vengono considerati ancora non chiari». --© RIPRODUZIONE RISERVATA