Da Minotauro a Platinum Sei inchieste a segno in 12 anni

ivreaDodici anni di indagini, sei operazioni che hanno visto un lavoro sinergico tra carabinieri, guardia di finanza e Direzione investigativa antimafia, 288 persone arrestate a vario titolo per associazione di stampo mafioso, usura, estorsione, spaccio di droga, (alcune accuse erano poi state derubricate), condanne per oltre 210 anni di reclusione, sono serviti a scoprire ed in parte ad arginare l'azione penetrante della 'ndrangheta nella provincia di Torino, e soprattutto in Canavese, a svelare gli intrecci con il mondo degli affari e con la politica. I colpi inferti dalle varie operazioni degli inquirenti non sono stati leggeri per l'organizzazione criminale di stampo mafioso, privata anche del suo patrimonio. In particolare l'operazione Cerbero, che nel novembre del 2019, dopo Minotauro (giugno 2011), Colpo di coda (2012) San Michele, Panamera (2017) e Platinum (2021) aveva spazzato via quello che restava delle ricostituite locali di Volpiano e di San Giusto, (e di altre otto in provincia di Torino) con l'esecuzione di 64 ordinanze di custodia cautelare. Un'indagine partita dalle rivelazioni di Domenico Agresta, diventato collaboratore di giustizia, dopo un percorso di redenzione passato per lo studio. Siamo nell'ottobre del 2016 e Agresta, si trova nel carcere di Saluzzo dove sta scontando una pena di 30 anni per l'omicidio di Giuseppe Trapasso, piastrellista di San Benigno Canavese, a Borgiallo, avvenuto nel 2008, e per la partecipazione al locale di ndrangheta di Volpiano. Le importanti rivelazioni di Domenico Agresta hanno assunto rilievo nell'ambito di altri procedimenti già avviati dalla Direzione distrettuale antimafia fino a fondersi in tre filoni diversi ed a culminare negli arresti con accuse che, a vario titolo, andavano dall'associazione a delinquere di stampo mafioso al traffico internazionale di stupefacenti. Nel corso dell'operazione, che si era divisa in tre filoni, la Guardia di finanza aveva sequestrato diversi beni, mobili ed immobili, conti correnti bancari, e quote societarie, 46 mila euro in contanti, 14 orologi di pregio ed un chilo di marijuana che si aggiunge agli ottanta chili di sostanze stupefacenti (cocaina ed hashish) già sequestrati nel corso delle indagini. «La mafia non è invincibile. Ma la battaglia è lunga». Ha riassunto Francesco Enrico Saluzzo, procuratore generale di Torino, che durante il saluto al procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando ha rimarcato ancora una volta come la 'ndrangheta sia presente in Canavese. --L.m.