Software e test, i dubbi della scuola «Lezioni a distanza solo se inevitabili»
il retroscenaFlavia Amabile/ ROMAParte oggi il nuovo anno scolastico. Tra «luci e ombre», sostiene il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli. Anche se il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha dichiarato di aver incontrato ieri mattina il presidente del Consiglio Mario Draghi e che «il governo c'è», ci sono ancora perplessità sulla ripresa. Sono perplesse le regioni che ieri hanno avuto un incontro per esaminare il Piano sui test salivari a cui sta lavorando il governo. Via libera ai test ma - come spiega Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni - bisogna «migliorare alcuni aspetti tecnici collegati alle cosiddette «scuole sentinella» le scuole da scegliere a campione per i test. E «si sottolinea la necessità di chiarimenti sulla validazione metodica dei campioni salivari e il conseguente aggiornamento della circolare ministeriale». La grande novità di quest'anno è il Green Pass obbligatorio per tutto il personale scolastico. Ieri ha avuto il via libera del Garante della Privacy ma la procedura ancora presenta alcuni nodi da sciogliere. Non ci saranno garanzie di controlli nelle scuole paritarie o private dove le verifiche dipendono dai privati che non possono incrociare i dati dei loro insegnanti con quelli delle vaccinazioni presenti nel database del ministero della Salute. Ancora tutto da costruire il controllo del personale esterno alle scuole. Durante le due ore di incontro con gli 8mila dirigenti scolastici italiani avuto ieri, il capo dipartimento del ministero dell'Istruzione, Stefano Versari, ha precisato che il personale esterno non ha obbligo di Green Pass. «Le scuole però possono fare una valutazione del rischio, come fatto lo scorso anno per assicurare il massimo della sicurezza, prevedendo per chi entra a scuola la verifica del QrCode». Un'affermazione che «confligge con l'inesistenza, alla data odierna, di norme che estendano quanto imposto al personale scolastico ad altre categorie di cittadini», commenta l'Anp in una nota. Si rischia di avere «classi scoperte nella misura proporzionale a quanti saranno gli insegnanti senza il green pass», aggiunge Giannelli. Nei primi giorni il controllo sarà manuale e non dovrebbe creare eccessivi rallentamenti perché il personale nelle scuole è ancora in misura ridotta. Ma il ministero ha circa dieci giorni per attivare il software poi le lezioni inizieranno e i disagi saranno notevoli. I primi a rendersene conto saranno dirigenti e personale delle scuole della provincia di Bolzano che torneranno in classe lunedì 6. D'altra parte, come ha specificato il ministero nella circolare inviata due giorni fa alle scuole, per l'adozione della procedura «è richiesto uno specifico intervento normativo, atto a consentire l'utilizzo nel rispetto della protezione dei dati personali». Un altro problema da affrontare è la dad. «Solo come extrema ratio», ha sottolineato Versari. Sarà necessaria però se ci saranno dei positivi in classe e l'Anp si riserva ora di chiedere una riduzione dei giorni di quarantena. Nel frattempo arriva l'allarme dei pediatri. Annamaria Staiano, presidente della Sip, chiede vaccini anche per chi ha tra i 5 e gli 11 anni in vista della scuola perché sono in aumento in questa fascia di età le polmoniti bilaterali e si contano 30 morti. --© RIPRODUZIONE RISERVATA