La cinque giorni estiva del Ciac per sperimentare tecnologie digitali

IVREAUna settimana di divertimento, con laboratori, giochi di ruolo e attività di gruppo per aspiranti maker. Ha riscosso un buon successo, sia in termini di partecipazione sia di gradimento, la prima edizione del Maker Bootcamp promosso dal Ciac, presente a Ivrea nelle due sedi di via Sant'Arborio Varmondo (Ferdinando Prat e Carlo Ghiglieno). Una full immersion di cinque giorni, dal 12 al 16 luglio, rivolta a ragazzi tra i 12 e i 16 anni, suddivisa in due sessioni quotidiane dedicate a grafica e stampa 3D, realtà virtuale, videogame, giochi di ruolo, droni.Centrale l'attività svolta in laboratorio dove sono stati alternati lavoro individuale e di gruppo. Dimensione laboratoriale che fa parte del Dna del Ciac dove anche l'approccio alle materie teoriche mira a essere innovativo ed esperienziale. «L'iniziativa è nata dall'idea di proporre, durante il periodo estivo, un'attività che consentisse ai ragazzi di sperimentare le tecnologie digitali, materie di studio del corso triennale per operatore informatico che attiveremo a partire dal prossimo mese di settembre», ha dichiarato il direttore Federico Furfaro. L'operatore informatico è una figura trasversale che può trovare occupazione non solo in aziende informatiche. Infatti, grazie alle conoscenze acquisite è preparato, tra l'altro, a intervenire sia a livello di hardware che di software (installazioni e configurazioni di pc e di reti informatiche). «Grazie alla collaborazione con l'Accademia dell'hardware e del software libero Adriano Olivetti e al Fablab di Ivrea - ha aggiunto Furfaro - i partecipanti al Maker Bootcamp hanno potuto cimentarsi anche con la tecnologia di Arduino e del robot collaborativo e.Do». Alla realizzazione del Maker Bootcamp ha collaborato anche l'associazione ludica Doppio Uno di Rivarolo. Diciotto i partecipanti, che frequentano differenti percorsi di studio, provenienti da Ivrea e da paesi del circondario. Iscrizioni sono giunte da Loranzé, Piverone, Mercenasco, Castellamonte, Caluso e San Giusto. L'edizione 2021 ha visto una partecipazione prevalentemente maschile con 14 ragazzi a fronte di sole 4 ragazze. Un dato che Furfaro legge come «risultato di preconcetti legati al mondo del lavoro di una volta, in cui prevaleva la richiesta di forza fisica per mansioni oggi spesso delegate alle macchine. Nel mondo industriale di oggi è richiesta soprattutto capacità logica e di programmazione. Il mondo della tecnologia, spesso visto in un'ottica prevalentemente maschile, è trasversale». A riprova di ciò l'entusiasmo e l'impegno dimostrato dalle partecipanti al Maker Bootcamp che, al pari dei loro compagni, si sono cimentate in attività di programmazione e ingegno sotto la guida di Luca Bossi, Lorenzo Jacopo Avalle, Paolo Volpe e Jacopo Comoglio, tutors del Fablab, nato nel 2014 come braccio operativo dell'Accademia dell'hardware e del software libero Adriano Olivetti. «Il nostro intento - hanno spiegato - è quello di trasmettere ai ragazzi le nozioni base in forma di gioco affinché imparino divertendosi e confrontandosi tra loro». -- Paola Principe