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Tra chi come Salvini si è opposto ad un uso allargato del green pass l'argomentazione più forte è sempre stata quella che non si poteva discriminare chi il vaccino non lo aveva ancora fatto. Non per sua scelta, ma semplicemente perché in carenza di dosi l'appuntamento con la puntura è stato fissato ad obbligo di certificazione già introdotto. Per questo prima di varare il decreto si è discusso a lungo sull'opportunità di offrire gratuitamente i tamponi a chi si era comunque prenotato. Alla fine per una ragione di costi il gratis si è trasformato in "sconto". L'articolo 5 del decreto affida infatti al Commissario straordinario, il Generale Figliuolo, il compito di definire d'intesa con il Ministro della salute un protocollo con le farmacie "e con le altre strutture sanitarie al fine di assicurare fino al 30 settembre 2021 la somministrazione di test antigenici rapidi a prezzi contenuti che tengano conto dei costi di acquisto". Nel provvedimento non figura un altro sconto, quello dei giorni di quarantena imposti ai vaccinati che entrano in contatto stretto con un positivo. Ma al Ministero della salute stanno ragionando a una ordinanza o circolare che riduca da 10 a 5 i giorni di isolamento domiciliare.