Domani i funerali del ciclista Undici giorni per l'autopsia
Andrea Scutellà/ montalto doraIl nulla osta per i funerali dalla procura è arrivato solo ieri, giovedì primo luglio. Si terranno domani, sabato 3, alle ore 11 alla chiesa parrocchiale di Montalto Dora. Inizialmente era previsto solo un esame esterno sul corpo di Romeo Busca, pensionato 61enne di Montalto, deceduto dopo un incidente stradale in bicicletta lunedì 21 giugno al Cto di Torino. Ma le cause del decesso evidentemente non sono così chiare, o c'è qualcosa di più, che il sostituto procuratore Nicola Camerlingo e il medico legale Mario Apostol hanno voluto approfondire. Al momento sui risultati dell'autopsia la procura non si sbottona. È stata però disposta una perizia tecnica per accertare la dinamica della caduta e capire se sia dovuta a un investimento, o piuttosto a un malore del ciclista, che potrebbe avere altre cause. Il fascicolo sul tavolo del sostituto procuratore resta aperto per omicidio stradale contro una 65enne di Nomaglio. Ma sarà necessario del tempo per capire come è morto l'ex operaio della Alcan di Borgofranco, descritto dal sindaco Renzo Galletto come «una persona tranquilla». Grande dolore ha scatenato la sua morte in paese, anche per le modalità con cui è accaduta. È apparso subito chiaro ai carabinieri della stazione di Valchiusa intervenuti sul posto, che le sue condizioni erano critiche. La Ford Fiesta che lo ha investito risultava abbozzata sul fianco destro, più o meno a metà della carrozzeria. L'uomo ha battuto la testa in terra, procurandosi un violentissimo trauma cranico. Nonostante sia stato tempestivamente elitrasportato al Cto, si è spento nel pomeriggio di lunedì 21. I medici non sono riusciti a salvargli la vita.Si è aperto subito il dibattito sulla sicurezza della statale 26, con il sindaco Renzo Galletto che ha invitato tutti «pedoni, ciclisti, automobilisti a fare attenzione indipendentemente dal mezzo che si guida», ricordando, poi, che si tratta di un'arteria importante, con ben 12 semafori in un chilometro e mezzo.Legambiente Dora Baltea, invece, è intervenuta ricordando che i ciclisti hanno bisogno di più protezione e che «l'eporediese potrebbe risolvere i problemi dell'inquinamento dell'aria e del congestionamento automobilistico attorno al nodo di Ivrea sviluppando un sistema di mobilità che punti al miglioramento del trasporto pubblico e puntando a ridurre di almeno il 30% l'uso dell'auto privata per gli spostamenti. È da anni che le associazioni e tra queste il nostro Circolo, sostengono la necessità di realizzare la ciclabile di fondo valle, la ciclabile Francigena, che si collegherebbe con il tratto in via di realizzazione nella Valle d'Aosta. Sarebbe una infrastruttura che permetterebbe non solo ai cittadini di collegarsi in sicurezza con Ivrea, ma darebbe un formidabile impulso al turismo slow di cui beneficerebbe tutto il territorio». --