Chivasso non si costituirà parte civile
CHIVASSODura presa di posizione da parte della lista LiberaMente per Chivasso in seguito al consiglio comunale di giovedì scorso. Tra i punti in discussione c'era anche l'ordine del giorno presentato dal Movimento 5 stelle e relativo alla "questione morale" e all'inchiesta Platinum che vede indagato anche Giuseppe Vazzana, che si presume appartenga alla locale di Volpiano. Nelle intercettazioni compare anche il sindaco Claudio Castello che in consiglio ha ribadito la sua onestà, sottolineando che «nella sua condotta non c'è mai stato nulla al di fuori della legalità o che possa avere rilevanza penale». «L'attuale maggioranza - commentano i membri della lista rappresentata in consiglio da Claudia Buo, che proprio in seguito alla vicenda delle intercettazioni ha deciso di non appoggiare più Castello - ha respinto un emendamento nel quale chiedevamo al Comune di Chivasso di costituirsi parte civile negli eventuali processi che si terranno a seguito dell'inchiesta Platinum. In altre parole chiedevamo di costituirci parte civile contro la 'ndrangheta, come era avvenuto da parte della precedente amministrazione a seguito delle indagini Minotauro e Colpo di Coda; una scelta forte che aveva portato ad un importante apprezzamento da parte delle autorità giudiziarie e di polizia».A seguito delle sentenze emanate a quel processo, il Comune di Chivasso ricevette una cospicua provvisionale di circa 80mila euro. «L'attuale maggioranza -continuano i membri di Liberamente - in netta discontinuità con quanto avvenuto precedentemente e con quanto viene messo in atto dalle amministrazioni comunali che reagiscono con veemenza alla minaccia mafiosa, ha deciso di rifiutare la costituzione in parte civile bocciando l'emendamento; una delle poche vere azioni concrete che un Comune può avviare contro la criminalità organizzata e coloro che con essa intrecciano ambigui rapporti. Di contro, nel corso di un Consiglio comunale in cui si è molto compiaciuti nel dilungarsi in disquisizioni a proposito di riunioni per la legalità, incontri, commissioni sì - commissioni no, per perdersi infine in inutili bizantinismi su terminologie e forme, si è approdati ad un Ordine del giorno così annacquato al punto forse di renderlo del tutto insignificante». LiberaMente ricorda anche alcune parole di don Ciotti «...della parola legalità è stato fatto un abuso retorico, per certi versi sedativo. Molti dicono legalità per mettersi la coscienza in pace, per sentirsi dalla parte giusta. Si esibisce la legalità come una credenziale per poi usarla come lasciapassare, come foglia di fico anche di misfatti e porcherie». «Ci chiediamo a questo punto - terminano i membri di LiberaMente - per quale ragione sia stato respinto il nostro emendamento. Ci chiediamo se si sia compreso bene che cosa ciò significhi e quale sia la posta in gioco. Ci chiediamo se si sia compreso quale inquietudine, alla luce di quanto sta succedendo nella nostra città in questi giorni, possa suscitare una posizione del genere, augurandoci, infine, che la maggioranza trovi la forza e la volontà di tornare sui propri passi». --