Progetto da 1 mln per la materna in lizza a Roma

BORGOFRANCO D'IVREA Vale un milione di euro il progetto per la riqualificazione e l'ampliamento della scuola materna Gioncaretto che il Comune di Borgofranco d'Ivrea ha redatto e subito inviato al Ministero dell'interno e dell'istruzione, sperando di ottenere il finanziamento nell'ambito di un bando ad hoc che offre ai Comuni anche la possibilità di costruire nuovi edifici, destinati ad ospitare asili e nidi comunali, e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia, fino ad una spesa massima di 3 milioni di euro. «I termini scadevano lo scorso 21 maggio - dice l'assessora all'istruzione Lilliana Blasutta - e noi avevamo pronta la progettazione definitiva che prevede un totale restyling per il plesso di via Guido Rossa, uno dei tre, compresi nell'istituto comprensivo di Settimo Vittone, situati a Borgofranco e dedicati all'infanzia per bambini dai 3 a 6 anni. Oltre alla messa in sicurezza sotto il profilo antisismico, al rifacimento degli infissi e dei solai, e alla ristrutturazione dell'edificio l'occasione ci è sembrata utile per un ampliamento della mensa e per la costruzione di un'aula in più. Se non ci saranno nuovi iscritti l'aula potrà comunque essere destinata a spazio per i giochi ed attività». Complessivamente i bambini iscritti nei tre asili di Borgofranco sono una cinquantina. In futuro, complice la crisi demografica, non sarà da escludere un accorpamento dei plessi. Un rischio scongiurato a fatica l'anno scorso grazie a un mantenimento in deroga rispetto ai numeri previsti dal dimensionamento scolastico concesso dalla Città metropolitana di Torino. A rischio era la scuola dell'infanzia della frazione Baio Dora, ora frequentata da 19 bambini. «A nostro favore - ricorda Blasutta - gioca il fatto che siamo un Comune montano che in passato ha fatto parte della comunità montana Dora Baltea e che le due scuole dell'infanzia di Baio Dora e di San Germano costituiscono un punto di riferimento per le famiglie che vivono nelle due frazioni, distanti circa due chilometri dal capoluogo. Accorpare le due scuole al plesso che si trovano nel centro del paese sarebbe un grave disagio per loro. E anche per i piccoli alunni abituati alle loro scuole di riferimento. Il calo demografico quindi non deve costituire l'unico criterio di valutazione». --l.m.