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TorinoDetenuto psichiatricoaggredisce agenteEgregio direttore,queste organizzazioni sindacali non possono far altro che prendere atto dell'ennesima aggressione attuata nei confronti dei lavoratori in forza alla casa circondariale di Torino, da parte un detenuto psichiatrico che ha tentato di strangolare un collega. Purtroppo, ciò che ci lascia con l'amaro in bocca e un profondo rammarico, è stato apprendere che trattavasi dello stesso detenuto che una decina di giorni fa, già aveva aggredito dando una testata a un collega ispettore e che appena giunto nell'istituto torinese, aveva anche malmenato un collega del padiglione "B".Si vocifera che quel ristretto, per i fatti succitati, non sia stato neanche punito disciplinarmente dal consiglio di disciplina. Speriamo che la S.V. vorrà prontamente smentire le "voci che girano" e che anzi ci rassicurerà, scrivendoci invece di aver inviato nell'immediato "all'Ufficio detenuti del PRAP e del DAP" la richiesta di trasferimento dello stesso, cosi come previsto dalla circolare "Basentini" (che ci risulta ancora essere in vigore), che prevede l'allontanamento dei detenuti violenti entro le 48 ore e che quindi, si tratti di una responsabilità degli uffici su indicati, che non hanno adempiuto alla richiesta. Purtroppo, molti tra i nostri consociati, ci hanno riferito che questo soggetto, sembra, non sia stato nemmeno posto in "isolamento cautelare disciplinare", ma anzi, abbia potuto incendiare altre stanze e poi distruggerne ancora un'altra, fino a quando, sembra, sia stato "assecondato" e quindi fatto rientrare al padiglione "C". Ovviamente, questi tipi di provvedimenti non hanno fatto altro che, cosi come ci viene raccontato dal personale, ingenerare una profonda delusione e scoraggiamento, perché diversamente quando il personale del corpo si trova a sbagliare, mai è perdonato ma anzi, celermente viene attivato il provvedimento disciplinare a carico.Sappe, Fns Cisl, Cgil FpSantilli, Ricchiuti e VentoFavriaIl sacrificiodegli AlpiniIl 24 maggio 2021, sono le sei di sera, passo davanti al monumento degli Alpini davanti al palazzo Comunale di Favria e mi fermo da solo, per meditare e lasciare che per una manciata di attimi i ricordi corrano liberi nel mio animo. Come è lontano solo gli anni prima quando questa sera commemoravano, come Alpini l'inizio della Grande Guerra e dei morti che ha causato e poi appena due anni fa, sembra passato un secolo, la fine di questa inutile strage. Sembra lontano il tempo, adesso che non possiamo sfilare, posare la corona d'alloro e commemorare pubblicamente cosa è stata la Grande Guerra, con i milioni di soldati e civili morti in Europa. Già sembra solo ieri, quando si commemorava il 4 novembre 1918 quando il generale Armando Diaz, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito italiano, comunicava alla Nazione che "la guerra contro l'Austria-Ungheria iniziata il 24 maggio 1915 ... è vinta". Dopo 41 mesi di conflitto, dopo Caporetto la difesa del Piave il 4 novembre di quell'anno Trento e Trieste diventano italiane. Mi fermo e penso agli amici Alpini che qui si sono trovati in tanti anni qui davanti e adesso, non sono più tra noi, hanno posato lo zaino facendo un passo avanti.Vengono in mente le prime parole della canzone Monte Grappa: " Monte Grappa tu sei la mia Patria..." che non sono parole banali e vuote ma vogliono ricordare il sacrificio di chi militare e civile ha sofferto per la guerra. Poi penso alla canzone dell'Ortigara: "Ta-pum" che era il caratteristico rumore che i soldati italiani sentivano stando in trincea quando i tiratori austriaci sparavano con il loro fucile. Infatti gli spari partivano da lontano e prima veniva sentito il rumore dell'arrivo del proiettile, "ta" e successivamente il suono della denotazione "pum". Questa canzone venne scritta da un ardito, come mio nonno paterno, la notte prima dell'assalto quota 2015. E qui il mio pensiero vola all'"Ortigara monte santo dell'Alpino la tua croce invoca al cielo solo pace, sol pietà". Forse queste semplici parole di questa canzone alpina sono il significato del 4 novembre. Forse aiuta con il periodo di pandemia riflettere da soli anche senza cerimonie ogni volta che passiamo davanti ad un monumento degli Alpini e alla vicina stele che ricorda i caduti della Grande Guerra di tutti quei soldati che hanno dato la loro giovane vita per la nostra Italia. Si può riflettere e festeggiare anche così, sostando alcuni attimi come ho fatto io questa sera, senza cerimonie e fastosi discorsi. Ritengo che ogni tanto non sarebbe male fermarci e riflettere sul sacrificio di chi ha donato la sua giovane vita per la Patria e ringraziare le nostre forze armate Prima di accomiatarmi dal monumento rifletto sul senso della guerra, sempre ingiusta, sempre dolorosa, sempre crudele, sempre disumana, sempre sbagliata, sempre evitabile. Questo pensiero fa parte del patrimonio di noi Alpini che dobbiamo sempre divulgare e coltivare nelle giovani generazioni per rafforzare in tutti noi italiani un forte sentimento di ripudio verso la guerra e una forte volontà di coltivare sempre la pace, il rispetto per gli altri, la democrazia, e una chiara determinazione a mettere in pratica questi valori nella nostra vita di tutti i giorni, come recita l'articolo 11 della Costituzione italiana. Lascio con questo pensiero il ricordo dei nostri caduti in guerra che mi aiuti ogni giorno a lavorare sempre per la pace. W gli Alpini!Giorgio CorteseIvrea Bruxelles e il vino annacquatoTogliere l'alcol dal vino aggiungendo acqua: sarebbe l'ultima proposta di Bruxelles per il settore enologico, dopo il precedente tentativo di attacco l'idea di introdurre etichette allarmistiche per scoraggiarne il consumo previste nella Comunicazione sul "Piano d'azione per migliorare la salute dei cittadini europei". Coldiretti svela i contenuti del documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri Ue in cui viene affrontata la pratica della dealcolazione parziale e totale dei vini. La proposta prevede di autorizzare nell'ambito delle pratiche enologiche l'eliminazione totale o parziale dell'alcol con la possibilità di aggiungere acqua, anche nei vini a denominazione di origine. Questa possibilità farebbe sì che possa essere chiamato vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità, per effetto di un trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell'uva. Un inganno legalizzato per i consumatori. L'introduzione della dealcolazione come nuove pratica enologica rappresenta un rischio, oltre ad un precedente pericolosissimo che metterebbe a rischio l'identità del vino italiano e europeo, anche perché la definizione "naturale" e legale del vino vigente in Europa prevede il divieto di aggiungere acqua. Dal punto di vista commerciale è poi una minaccia al comparto vitivinicolo piemontese che conta 14 mila imprese, 43 mila ettari di superficie vitata e vanta 42 Doc e 17 Docg, anche per le produzioni dei nostri territori, le cui vendite hanno subìto un calo a causa della chiusura del canale della ristorazione.La proposta di aggiungere acqua nel vino è solo l'ultimo degli inganni autorizzati dall'Ue che già consente l'aggiunta dello zucchero nei paesi del Nord Europa per aumentare la gradazione, mentre lo zuccheraggio è sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia, che ha combattuto una battaglia per impedire un "trucco di cantina" e per affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto naturalmente e interamente ottenuto dall'uva. Ma Bruxelles ha dato anche il via libera al vino "senza uva", ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes. Una pratica enologica che altera la natura stessa del vino.Sara Baudo e Paolo DellaroleColdirettiCastellamonteSono guarito dal Covid, grazie a tuttiSono guarito dal Covid 19 grazie a tutti i medici, anestesisti, infermieri, ota e oss della Clinica Eporediese che mi hanno dimostrato grande affetto e professionalità durante la mia lunga degenza ospedaliera. Un ringraziamento speciale a Sara e Davide e un forte abbraccio ai miei compagni di stanza con cui ho condiviso la sofferenza e l'ignoto di quei giorni.Eternamente grato. Guido Pollino