Il Ponte spacca il Movimento 5 stelle «Una commissione per approfondire»

IL CASOIl dibattito intorno al ponte sullo Stretto sta incendiando il Movimento 5 stelle. Evoca battaglie che un pezzo di partito vorrebbe difendere, un altro archiviare per entrare nella nuova era contiana. Vito Crimi riunisce ancora i parlamentari M5S e bolla come «inopportuna» l'intervista, pubblicata su La Stampa, del sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, che salutava entusiasticamente l'idea del ponte. Cancelleri si difende, «non sono il paladino di quest'opera», e annuncia di aver sentito Conte nel pomeriggio, arrivando «alla conclusione che sarebbe bene costituire una commissione del M5S per approfondire il progetto». Una commissione per prendere tempo e sedare gli animi, più che per trovare una soluzione. «Rappresento il confronto della quasi totalità dei portavoce siciliani», sostiene infatti Cancelleri, mentre dall'altra parte si schierano i portavoce calabresi, come i deputati Giuseppe Auddino e Federica Dieni, fortemente contrari: «Nasciamo no-ponte - scrive Dieni in chat -, non ci sarebbe nemmeno da parlarne. A meno che qualcuno non abbia sbagliato posto». Il fronte dei siciliani ha dalla sua i governisti di Luigi Di Maio, quello dei calabresi è spalleggiato dai parlamentari di matrice ortodossa, come il senatore piemontese Alberto Airola. «Per me il ponte non si fa, punto», dice, e gli risponde il dimaiano Francesco D'Uva: «Noi seguiamo voi piemontesi sulla tav, voi seguite noi siciliani sul ponte». E quando il senatore fa notare che il no alla tav non è una questione solo piemontese, D'Uva preme sulla ferita: «La posizione sulla tav nasce e cresce in Piemonte. L'abbiamo seguita fino alla disfatta perché voi volevate così». Finirà a insulti. --F. Cap.© RIPRODUZIONE RISERVATA